Musica, senza steccati

giovedì 28 ottobre 2010

Giovanni Allevi: ci è o ci fa?

Giovanni Allevi ha da poco pubblicato un nuovo disco, Alien. Ieri parlavo di lui via Facebook con un amica, che ha postato un suo video (Go with the flow) con questo commento: "bistrattato dalla musica altolocata, ma pur sempre pieno di grazia, per un'ignorante in materia come me".

Ho a mia volta commentato, dicendo che anzitutto l'ignoranza non c'entra: se Allevi le piace, non c'è da vergognarsene. Come sei veramente, per esempio, piace anche a me. Il punto è: perché la musica altolocata lo bistratta? Perché, secondo me, Allevi ci fa. E ci fa male.

Il problema è la sua immagine di musicista. Dicevo alla mia amica che quando afferma di fare musica classica contemporanea, Allevi piscia fuori dal vaso. La contemporanea è un'altra cosa, non è tale solo perché sei un musicista con studi classici che compone nel 2010. La musica di Allevi è pop, cioè popolare. Una musica degnissima, capace di alta qualità. In questo suo incamponirsi nel cercare appigli colti sembra Gershwin (non lo è, sia chiaro) che mendicava lezioni da Ravel o Stravinskij perché pativa la mancanza di regolari studi classici. E quelli a dirgli: "Ma scusa, sei un genio, fai un pacco di soldi, ma che ti frega delle lezioni?".

Allevi gli studi li ha. E che studi: pianoforte, composizione, laurea in filosofia. Eppure insiste sul tasto della contemporanea. E insiste, in ogni intervista, sulla storia della musica come "strega capricciosa" che si è impadronita di lui facendone un posseduto delle sette note. Credo che se ci desse un taglio, il giudizio su di lui sarebbe più sereno. Ma forse, è meglio un sano contrasto. Dopotutto, non è vero che "bene o male, purché se ne parli"?

PS: a proposito di Alien, sul sito il Maestro dichiara: "E' un lavoro sperimentale, dove la ricerca musicale è tesa verso la dilatazione delle forme e il raggiungimento di una purezza maniacale del suono, volti ad esaltare le sonorità e i ritmi della contemporaneità". Ho ascoltato i primi 30 secondi di ogni traccia. Chissà com'è, continuo a pensare a Totò.

4 commenti:

  1. A me piace moltissimo... si è vero, non fa musica molto classica, ma per noi "ignoranti" è quella via di mezzo che ci permette di "sognare". Tra parentesi per esempio, io amo ascoltare lui mentre scrivo... niente parole che mi confondono... :)

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  2. Memole, basta con questa cosa degli "ignoranti". Apprezzare Allevi non è una colpa, né segnale di incultura musicale. Ci sono cose sue che piacciono anche a me, come ho scritto sopra. Il punto non è la sua musica in sé, che è fatta bene e con cura, ma è il suo personaggio, che punta a far passare la propria arte come ciò che non è. E' questo che, secondo me, lo dequalifica.
    Aggiungo: se tu dicessi "io ascolto musica classica, in particolare Allevi", allora sì che sarei legittimato a riderti in faccia. Come a quelli che dicono "amo il jazz, in particolare Norah Jones". Ma siccome tu non dici così, non vedo il problema e, soprattutto, il bisogno di giustificarsi dietro l'"ignoranza". Riccardo Muti - non uno qualsiasi - in un'intervista di qualche anno fa si rammaricò per non avere il tempo di approfondire ulteriori pagine del repertorio del Settecento Napoletano, ambito nel quale è maestro insuperato. Si meravigliò, inoltre, di quanta musica c'è ancora da scoprire. Se ignora lui...

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  3. p.s. ma lo sai che mi piace? A sì, questo blog me gusta mucho... firmato, una blogger qualunque ;)

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