Musica, senza steccati

venerdì 12 novembre 2010

Gioacchino Rossini: storia di un gourmet

05:21 Posted by Igor Principe , , 2 comments
Domani saranno 142 anni dalla scomparsa di Gioacchino Rossini (13 novembre 1868). Il pesarese era un genio, e il mondo lo sapeva: nel 1824, quando aveva 32 anni, era il musicista più acclamato. Ma era anche un gourmet. Se l'avessimo tra noi oggi, più che comporre opere girerebbe come una trottola tra un Salone del Gusto e un Vinitaly.

Una passione, quella per la buona tavola, che lui stesso raccontò così: “Nella mia vita ho pianto solo due volte: la prima quando sentii suonare Paganini, la seconda quando, durante una gita in traghetto, un’oca ripiena di tartufi cadde fuori bordo. Riesce a capirlo?”.

Chi doveva capirlo era Richard Wagner. Immaginare la scena – il tedesco imbevuto di assoluto, amico di Nietzsche; l'italiano imbevuto di Rosso del Conero, amico dei migliori salsamentieri di Pesaro; il tedesco che vuol parlare di musica, di filosofia, di vette artistiche; l'italiano che pensa alla lombata di capriolo sul fuoco in cucina – è come guardare una commedia di Billy Wilder. La scena la racconta bene Filippo Facci in questo lungo articolo, che è da leggere per capire che genio e tormento non vanno per forza a braccetto.

O forse sì. Anche Rossini fu tormentato da una scelta: il pentagramma o il cotechino? E a 37 anni decise per il secondo. Smise di comporre, nonostante il mondo impazzisse per la sua musica. Ma lui impazziva per “certi soavi stracchini, che mi sono più cari delle croci e placche e cordoni che mi vengono offerti dai sovrani d’Europa”. E le note, le melodie, le armonie? “Sto cercando motivi ma mi vengono in mente solo pasticci, tartufi e cose simili”, scriveva agli amici che gli chiedevano di emozionarli ancora.

Adieu, monsieur Rossini. Le sia lieve lo stracotto.

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