Musica, senza steccati

giovedì 4 novembre 2010

La sana follia di Igudesman & Joo

Igudesman & Joo formano un duo esplosivo. Per capirci, date un'occhiata al video.



Se interessa, suonano a Biella il 26 e 27 novembre, e a Teramo il 30, e saranno concerti pervasi da una sana follia. Sana, perché ci vuole ogni tanto qualcuno che sia capace di ricordare che la musica è anche un modo per giocare, seppellendo sotto una risata la supponenza degli artisti che si ergono a geni assoluti e incompresi.

Come nel pop c'era Al Weird Jankovic, e ci sono Elio e le Storie Tese, nella classica a scompigliare le parrucche provvedono Igudesman & Joo. Ora, non è che il mondo della musica colta sia tutto un'ingessatura di profili. Il Concerto di Capodanno, con le gag tra direttori e Wiener Philharmoniker, non rinuncia ai suoi sprazzi giocosi. Daniel Harding non manca di ricordare la sua passione per il Manchester Utd. Quanto alla storia, la giocosità di Mozart è appurata. E come dimenticare un film come Fantasia?


Igudesman & Joo vanno oltre, e spesso vengono definiti geniali. Mi sembra troppo: genio è, appunto, Mozart; sono i Beatles di Sgt. Pepper's; è il Miles Davis di Kind of Blue. Artisti capaci di immaginare un futuro e di portarci la musica. Igudesman & Joo mi sembrano più degli estrosi, sicuramente visionari, con una buona dose di virtuosismo. Ma non danno alla musica la spinta che, secondo me, solo i veri geni sono capaci di imprimere.

Direi però che artisti come loro sono necessari. E forse sono la risposta a una domanda che mi facevo un paio di post più in basso: esiste qualcuno che riesca a mettere bene insieme classica e pop?

4 commenti:

  1. Caro Principe,
    in un paio di post più in basso ti chiedevi se fosse possibile mettere la Classica dentro al pop.
    E viceversa?
    Te lo chiedo pensando alle prime cose che mi vengono in mente: Pictures of an Exhibition di Emerson Lake & Palmer, rivisitazione per trio rock dell'opera di Musorgskij.
    Il contrario di quello che cercavi, non la classica dentro al rock ma l'opposto.
    E' questa la domanda che ti faccio: un lavoro così è ancora classica? E dunque, la musica classica è quella 'suonata coi violini' o è una questione di periodo storico?
    O altro ancora?
    Te lo chiedo perchè Emerson Lake & Palmer rispettano la partitura, eppure......
    In quella che è considerata l'opera musicale più alta di sempre, L'arte della fuga di Bach, non vi è indicato nessuno strumento. Ma è sempre la stessa opera classica sia col pianoforte che col quartetto d'archi. Sarebbe ancora valida con per Stratocaster e Precision?
    Però l'uso di strumenti diversi dagli originali è universalmente accettato; quanto Bach viene suonato per pianoforte invece che con l'originale clavicembalo.

    Nel pop, mi viene in mente una delle canzoni più belle: Eleanor Rigby, dei Beatles. La voce del Macca accompagnata da un quartetto d'archi arrangiato classicamente.
    Non è classica perchè è cantato così? o perchè dura pochi minuti o è perchè del '66?
    E' evidente l'intento pop, ma perchè?
    Se fosse questione di strumenti, Rota e Morricone sarebbero dei classici. Invece si cataloga, si ordina, si stabilisce.
    E certe volte i confini sfuggono. Jarret che suona Mozart è lo stesso Jarret che suona standard?

    Son sicuro che a questo punto hai intuito dove voglio arrivare: Loussier che suona Bach, o gli Swingle Singers, dove li collochi?
    Non sono classici, ma la musica invece sì. Non sono pop perchè li trovi nel reparto jazz dei negozi o degli store.

    Permettimi questi mille punti di domanda, ma ti poni, già dal titolo di questo tuo blog, come ordinatore e catalogatore di stili e di arti.
    Perdonami, ma non ti credo.
    ;-)

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  2. federico,
    c'è da starci ore, su questo tuo commento. comunque, fai bene a non credermi. il sottotitolo, più che il titolo (mi serviva un sinonimo di musica, avevo in mente altre idee ma gli url non erano disponibili) detta la filosofia di questo blog. se c'è una catalogazione, è solo per fare un minimo di ordine tra le carte, per orientarsi, per definire coordinate di massima. non steccati, né di genere né di qualità.
    e forse, sì, hai ragione tu. mi sono detto una balla, chiedendomi se abbia senso cercare qualcuno capace di unire classica, pop, rock. azzardo una metafora geografica, allora. ci sono le montagne, c'è il mare, c'è la campagna, le colline, la pianura, i ghiacci eterni, i deserti. ognuno di essi è un territorio (genere), dove si muovono gli esploratori. c'è chi sta bene nel pieno deserto o in pieno mare, c'è chi si muove meglio su zone di confine. i confini politici servono per orientarsi, quelli fisici di fatto non esistono. c'è solo un pianeta terra, c'è solo un pianeta musica. dove conta una sola cosa: se sia fatta bene o se sia fatta male.

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  4. Igor,
    mi viene in mente una scena da "il postino".
    Il postino/Troisi chiede a Neruda/Noiret cosa sia la metafora.
    Il poeta lo spiega, ma poi aggiunge: "......la metafora non è di chi la scrive, è di chi gli serve".
    Ecco, cercherò di non dimenticarmi di citarti ogni volta che userò la tua metafora.
    Ma, visto che la condivido, magari la userò e basta; è di chi gli serve.

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