Musica, senza steccati

sabato 20 novembre 2010

Susan Boyle come i Beatles

06:05 Posted by Igor Principe , , , 1 comment
Susan Boyle come i Beatles ? I fatti dicono di sì: la cantante inglese ha piazzato il suo ultimo disco, The Gift, al primo posto in contemporanea nelle classifiche di vendita in Gran Bretagna e negli Usa. Come lei, solo i Fab Four (e i Monkees).

A giudicare dalla track list, non mi pare che The Gift esprima Susan Boyle come innovatrice. Dirà qualcuno: lei è un'interprete. Certo. Ma lo era anche la Vanoni. O Mina. Ovvero grandi innovatrici, sia per uso della voce sia perché cantavano brani inediti.

Il successo della Boyle - che la voce ce l'ha, eccome - sembra invece dar ragione a Mick Hucknall (stasera in concerto a Milano per l'ultimo tour dei Simply Red), che al Corriere dichiara: " I talent non sono arte, ma karaoke all'acqua di rose. La gente li guarda in televisione ed è felice, ma devono sapere (complimenti per la concordanza soggetto-verbo, ndI - nota di Igor) che la loro felicità sta distruggendo la musica". Dove il talent non è solo X-Factor, ma anche quel Britain's Got Talent che ha consacrato la Boyle.

Più velato, ma nella sostanza uguale, il concetto con cui si chiude il pezzo su Repubblica che parla di The Gift: "Certo se gli acquirenti di dischi di qua e di là dell'Atlantico sono passati dai Beatles di album come Abbey Road e Let it Be alle melodie di First Noel e Holy Night la dice lunga sulla voglia di tenerezza che la crisi ha innescato nel mondo occidentale".

Una tenerezza che sconfina serenamente nella pigrizia. Allora in classifica andava il nuovo. Cioè, il nuovo proposto da un gruppo già storico, che non per questo rinunciava a rimettersi in gioco. Adesso in classifica vince la sicurezza di ciò che si conosce, al punto che la vera novità di classifica è un disco di un pezzo scritto nel 1924,  eseguito dalla più antica orchestra d'Europa, diretto da un maestro non proprio esordiente e con un pianista che, alla fine dei conti, ha 38 anni (Rapsodia in Blu, Gewandhaus, Riccardo Chailly, Stefano Bollani).

Eppure, un salto su iTunes (fresco di Beatles, ma questa è un'altra vicenda), un giro da Martchelo, una capatina su MySpace (con tutti i suoi limiti) dovrebbero svelare quanta freschezza soffi nel mondo della musica. Mi chiedo, quindi: perché tanta pigrizia?

1 commento:

  1. Igor, d'accordo, questa vende dischi.
    Ma non è detto che sui dischi o cd o songs... ci sia solo musica.
    Qua si vende il personaggio, lo stupore, l'usignolo e il brutto anatroccolo.
    C'è stata tanta di quella pubblicità, tante parole e articoli di giornale che caricavano di curiosità il personaggio prima della musica.
    Succede spesso.
    In fondo, anche Fellini e i Vanzina fanno comunque film.
    Speriamo che questa pigrizia sia solo svago e divertimento.

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