Musica, senza steccati

mercoledì 1 dicembre 2010

Le 500 canzoni secondo Rolling Stone: la fine della musica?

06:26 Posted by Igor Principe , , 2 comments
Rolling Stone di dicembre esce come numero speciale con le 500 migliori canzoni di tutti i tempi. Non è una novità: la classifica gira dal 2004. Posto che questo tipo di classifiche dimostra l'assoluta verità della teoria della relatività, posto che scatena dibattiti più infuocati di una guerra di religione (ricordo ancora le lettere al giornale Rockstar dopo che, vent'anni fa, pubblicò i migliori 100 dischi degli anni 80: minacce di morte ai redattori), posto che quel "di tutti i tempi" è inesatto perché allora dovremmo buttarci dentro anche i Lieder di Schubert, posto tutto questo, provo un ragionamento.

Sono tutte canzoni meravigliose. Potrei opporre qualche eccezione dettata dal gusto personale, dal quell'orecchio speciale con cui mi piace ascoltare musica e che sta dalle parti della pancia. Ma preferisco lasciar la parola a due giornalisti del Giornale (nonché colleghi che conosco personalmente, e sulla cui competenza non ho dubbi): Antonio Lodetti e Paolo Giordano.

In sintesi: Lodetti approva, Giordano no. Il casus belli è la classicità dei brani, la maggior parte dei quali composti nella seconda metà del Novecento. Se ne deduce che da almeno un decennio non si sfornano brani degni di passare alla storia. Ecco, la storia: parafrasando Francis Fukuyama, anche la musica leggera sembra finita con il crollo del Muro. Dagli anni Novanta, al più tardi dalla loro metà, sembra di entrare in un cono d'ombra in cui le canzoni diventano prodotti magari gradevoli ma incapaci di assurgere al ruolo di opere d'arte.

Insomma, Lodetti sostiene sia così; Giordano no. Da par mio, per quel che vale, vivo una distonia. Le canzoni che ascolto più spesso sono proprio quelle storiche (almeno un'ottantina delle prime 100), quindi la pancia mi dice Lodetti. Ma la testa mi dice Giordano. Soprattutto quando scrive: "E perciò questa classifica, che nel 2010 ai primi dieci posti mette nove canzoni incise prima del 1980, fa venire in mente quella famosa sentenza che Frank Sinatra riservò a Elvis: «È la più brutale, brutta, disperata, perversa forma di espressione che io abbia avuto la sfortuna di ascoltare». Dopo, Elvis ha cambiato il mondo e Sinatra no: e rifare un’altra volta lo stesso errore ci farà solo diventare vecchi prima".

E aggiungo questo giudizio sulla musica di oggi: "Come al solito. Ci sono grandi canzoni e canzoni schifose. Nessuna differenza rispetto a quello che capita sempre". Lo ha detto, sempre a Giordano, un tale Mick Jagger. Uno qualunque.

2 commenti:

  1. 2 pareri semplici semplici:
    - l'arte non è competizione, le classifiche non hanno senso soprattutto perché fanno riferimento al gusto, ambito soggettivo; ciò detto manco la leggo, non mi interessa e so già che mi innervosirei
    - riguardo alla diatriba tra i giornalisti (che non conosco): il passatismo è un risibile passatempo (malattia?) da vecchi, fortunatamente abbiamo un cervello che ci aiuta a capire che creatività (altrui) e giovinezza (nostra) sono 2 cose ben diverse, una passa, l'altra no. Giordano tutta la vita.

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  2. Vorrei lasciare un commento, ma non farei altro che ripere, paro paro, le parole di martchelo....

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