Musica, senza steccati

venerdì 21 gennaio 2011

E adesso ridateci il Grunge? E perché?

02:07 Posted by Igor Principe , 4 comments
C'è un articolo sulla Stampa di cui non capisco il titolo: E adesso ridateci il Grunge. Nel testo si parla dell'ultima "grande rivoluzione del rock e del costume", partendo dall'uscita di un libro fotografico - Grunge, appunto - dedicato ai gruppi che vent'anni fa fecero di Seattle una capitale della musica.

Fu una grande rivoluzione? Non lo so. Ricordo che un amico mi fece ascoltare Nirvana, Alice in Chains, Soundgarden e Pearl Jam. Solo gli ultimi mi piacquero un po' (ma ho cominciato ad apprezzarli qualche anno più tardi); gli altri facevano musica troppo dura. Il mio massimo di "hard" sono i Led Zeppelin. I grandiosi Led Zeppelin.

Certo, non fu tutta fuffa. Kurt Cobain aveva idee musicali nuove e interessanti, che emergono bene nell'Unplugged, dove sfrondate dei distorsori le sue canzoni rivelano una creatività armonica notevole. Ma mi chiedo, leggendo l'articolo, se davvero si possa parlare di ultima grande rivoluzione del rock e del costume.

Alla fine, come scrive l'autore del pezzo, il grunge raccoglieva il testimone del punk: scariche di energia distruttiva e malessere esistenziale. Quindi, la risposta è: no, non fu rivoluzione. Non fu niente di nuovo, solo una ripresa.

Quanto al costume: sì, uno stile volutamente trasandato si diffuse nelle scuole superiori e nelle matricole all'università (dal secondo anno in su le camicie a scacchi e i jeans stracciati diminuivano sensibilmente). Ma vogliamo chiamarla rivoluzione? Non basta parlare di moda?

Insomma: continuatori del punk, senza anfibi ma con camicie rubate a boscaioli dell'Idaho. Perché dovrebbero ridarceli?

4 commenti:

  1. Dissento. Al di là del disinvolto utilizzo del termine "rivoluzione" il grunge è stato storicamente importante quanto musicalmente indefinibile. I gruppi definiti grunge spesso hanno in comune poco da un punto di vista sonoro. Ma il movimento in se' segnò la fine della plastica anni '80 e il ritorno a sonorità più dure e vere, fu un momento importante per la musica rock e non una semplice moda.
    Quanto ai Nirvana sono stati un gruppo discreto, emerso grazie alla voce di Cobain, ma anche un gruppo limitatissimo: secondo me l'unplugged è veramente mediocre e ne testimonia lo scarso spessore musicale; la tragedia che li ha colpiti ne ha amplificato la fama come spesso accade.
    p.s.: il grunge non può tornare, perchè nulla torna e perchè adesso non ce n'è bisogno, il mondo è cambiato

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  2. Ti confesso che le mie considerazioni non sono quelle di chi, come te (suppongo) il grunge l'ha ascoltato e ascoltato. Ripeto: ascoltai una volta i Pearl Jam (che ho apprezzato in seguito), i Soundgarden, gli Alice in chain e i Nirvana. Suoni troppo duri per i miei gusti, così lasciai perdere. Tu dici che l'Unplugged è mediocre: io, che amo quelle sonorità, inevitabilmente lo trovo il disco dei Nirvana più nelle mie corde. Ed è lì che, ribadisco, emerge la vena creativa di Cobain per quanto riguarda le armonie (ricordo che condivisi quest'opinione con il mio insegnante di jazz di allora). Sulla tragedia, siamo d'accordo.
    Ora, se il pezzo sulla Stampa l'avessi scritto tu, probabilmente non sarei stato così duro. Magari avresti argomentato a dovere l'importanza del grunge, del suo ritorno a suoni più "veri" della plastica anni Ottanta (anche se liquidare quel decennio con il ricorso ai polimeri mi sembra riduttivo; sia perché non fu solo plastica, sia perché anche tra di essa ci furono cose egregie).
    Nell'articolo, però, io ho colto solo un messaggio: fu un ritorno del punk sotto altre vesti. Ok, non sono nemmeno un grande fun del punk, al quale però riconosco il ruolo di guastatore (musicale e sociale) che ebbe nella storia della musica leggera. Quindi, perché darci indietro una copia del punk? Allora chiediamo indietro gli originali!

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  3. Le armonie di Cobain si notano anche nel "plugged", ed è lì che i Nirvana danno il meglio per quanto mi riguarda. Cmq non li amo molto. Gli Ottanta io li ho molto amati per varie ragioni, ma sono inevitabilmente anni di plastica, dominati ovunque e comunque dalle tastiere.
    Ma tornando all'argomento principale, il punk era un movimento musicale, il grunge no, non c'entra nulla (Pearl Jam punk???), non era un movimento con un'identità sonora univoca. C'è un errore di fondo nel ragionamento.
    Peraltro per favore NON ridateci il punk (che fortunatamente è morto), NON ridateci il grunge, NON ridateci niente, andiamo avanti.

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  4. Vedi che, alla fine, siamo sempre d'accordo? Questa cosa mi inquieta. Mi sa che dovrò scrivere un post sui rapporti tra musica e testo... ;)

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