Musica, senza steccati

giovedì 13 gennaio 2011

Trattar bene la musica

08:10 Posted by Igor Principe , , , No comments
Trattar bene la musica è anche scriverne in un certo modo. Oggi ho conosciuto un collega, Lorenzo Barbieri, che da 10 anni fa il giornalista musicale. Abbiamo scoperto la comune passione per Springsteen, e ci siamo detti d'accordo su un punto: basta con chi è più realista del re.

Parlavamo di quei fans che alternano tra idolatria e intransigenza. Quelli che davanti a Working on a Dream storcono il naso perché è troppo "pop", e rinnega il vero Springsteen. Che deve essere rock. Punto.

Parlavamo di quelli che fanno dell'"anzianità di servizio" una pretesa di infallibilità. Come la signora che ho conosciuto a Torino nel 2009, prima dello show: sosteneva che l'anno prima, a Milano, avesse suonato una canzone precisa. Io, che quel concerto ricorderò per sempre e che ho ottima memoria, le dicevo a ragione che non l'aveva eseguita. Spazientita, mi ha liquidato: "ragazzino, io ho visto Winterland 1978". Che è come se un fan italiano di Simon&Garfunkel ti dicesse di aver visto il Concerto a Central Park, o un melomane di aver visto la storica Traviata del 1956 alla Scala, con la Callas (l'opera fu riproposta solo nel 1990). Ok, hai visto la Storia; ma ciò non fa di te l'oracolo di Delfi. L'ho assecondata.

Parlavamo di quelli che, in generale, idolatrano la musica, la triade sesso-droga-rock'n'roll e gli artisti. Di quelli che fanno del pop/rock una questione filosofico-spirituale. Di quelli che - detta brutale - se la menano.

Lorenzo, a un certo punto, ha detto una cosa: "La musica è come la vita. Io cerco solo di raccontarla, di capire come nasce un disco, di ricostruire la strada che porta alla formazione di un gruppo e di dirti cosa suona".

Ecco, raccontarla. Senza per forza cercare di capire, e poi di insegnare qualcosa a qualcuno. Questo è trattar bene la musica. Non ho letto niente, finora, di Barbieri. Ma mi sa che è il caso di cominciare.

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