Musica, senza steccati

martedì 11 gennaio 2011

Trattar male la musica

05:30 Posted by Igor Principe , , No comments
Ci sono molti modi di trattar male la musica. Uno è suonandola come non si deve, anche se ciò può generare a sua volta momenti d'arte sublime: penso ad una pagina di Barnum (Baricco, sì, ancora lui) dedicata ad un recital di Sviatoslav Richter. Il pianista canna del tutto l'esecuzione del brano (non ricordo quale), ma ne viene fuori una cosa che lo scrittore definisce Guernica. Ovvero, un affascinante casino e, al contempo, un'opera d'arte.

Un altro modo di trattar male la musica è prendere una canzone e farne una cover pessima. Bene, mi è appena accaduto di ascoltarne due di fila. Il mio collega Ivano, che fa il grafico, ama lavorare con sottofondo musicale. La sua radio ha appena infilato una doppietta micidiale: And I love her (Beatles) in veste gitana; Satisfaction (Rolling Stones) in veste caraibica. Non aggiungo altro.

C'è poi un terzo modo: scrivere grandi banalità. Ora, non escludo - anzi! - di averlo fatto anche io, sia quando il giornalismo musicale mi dava di che campare sia adesso, in un blog che si nutre di divertimento e passione. Ma una notizia così palesemente ovvia - La musica dà piacere al cervello - che cosa ti fa pensare? Che desse piacere agli alluci?

C'è infine un quarto modo: scrivere cose senza senso. Parlo della critica musicale, ma non del suo essere troppo spesso avvitata in considerazioni incomprensibili ai più. Parlo di questo: la morte del rock. Idea trita e ritrita, che però il Guardian ripropone per parlare dei 100 singoli più venduti in Gran Bretagna nel 2010. Pare che solo tre di quelle canzoni appartenessero alla categoria Rock. Tutto il resto è PopIl Post pubblica i video dei tre brani. Beh, se quello è rock, io sono Arturo Toscanini. Un tipo facile alla collera, la stessa che mi è amica in una giornata in cui, nel breve volgere di un'ora, mi sono imbattuto nei modi 2, 3 e 4 di trattar male la musica. Sogno il modo numero 1.

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