Musica, senza steccati

mercoledì 23 febbraio 2011

Alison Balsom, Hélène Grimaud e la bellezza nella musica

01:24 Posted by Igor Principe , , 6 comments
Ieri sera a Roma, nell'Aula Magna della Sapienza, ha suonato Alison Balsom. E' la trombettista più famosa del mondo, e lo è per tre motivi: 1) una donna che suona la tromba è una rarità; 2) la Balsom è molto, molto brava; 3) la Balsom è di una bellezza fantastica.

In un'intervista a Repubblica, la musicista ha dichiarato la propria consapevolezza della portata di cotanta beltà: "All'inizio è stata utile per farmi notare. Sappiamo tutti quanto sia importante l'aspetto fisico per una performer". Ha poi concluso: "Ma sono convinta che sia stato il mio modo di suonare a impormi e a farmi apprezzare. La bellezza è solo un regalo in più".

Parole scontate, quasi banali? Mica tanto. Leonetta Bentivoglio, che ha scritto il pezzo, ha fatto una considerazione sull'impatto estetico della Balsom: "Viene da pensare: ecco il solito bluff, privo di sostanza; qui conta il marketing sorretto da un'immagine smagliante". Ho subito pensato ad un'altra splendida creatura della musica classica, Hélène Grimaud: pianista, celebre anche per il proprio amore per i lupi. Guardate la copertina del suo ultimo disco, Resonances: io ho dovuto sopprimere l'istinto di comprarlo. A giudicare da quanto scrive di lei La voce di Fiordiligi (ottima blogger di musica), ho fatto bene. In sintesi: il suo disco, e tutta la filosofia che gli sta dietro, inganna l'ascoltatore. La Grimaud è più personaggio che musicista.

Insomma, nella musica classica sta accadendo qualcosa di simile a quanto da sempre accade in quella leggera: prendi un belloccio, costruiscigli addosso una canzone, lancialo sul mercato e goditi lo spettacolo. Mettersi a fare una casistica è inutile: mi limiterò a ricordare Tracy Spencer (anni 80). E - convinzione personale - Lady Gaga.

Pure, in ambito classico non mancano risvolti positivi. Nel caso di Alison Balsom, siamo di fronte alla perfezione: bella, innovativa, brava. In quello di Hélène Grimaud, a un'espressione di furbizia. Eppure, se io avessi comprato il suo disco, avrei scoperto la Sonata K 310 di Mozart, la Sonata di Alban Berg, la Sonata in si minore di Liszt, le Danze popolari rumene di Bartòk. Magari avrei spento il cd dopo dieci minuti; magari avrei incontrato un mondo di cui innamorarmi. E seguendo l'amore, mi sarei imbattuto in una Fiordiligi da cui imparare qualcosa, arricchendomi ulteriormente.

Insomma, se due occhi color "acqua di scoglio" (per dirla con Montanelli) e un viso angelico riescono a portarmi là dove non sarei mai andato, beh, siano i benvenuti. Quanto alla Balsom, non so dire se sia così strepitosa. Mi fido dei critici di classica. Nel mio piccolo di appassionato del tango e di Astor Piazzolla, posso dire che la sua Libertango è notevole.

6 commenti:

  1. Mah, ad un concerto di Martha Argerich certi pensieri non vengono.
    C'è musica.

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  2. Certamente. Ma, come rileva Fiordiligi nel suo post (linkato), anche le etichette hanno realizzato che nella società dell'immagine conta più il personaggio che il musicista. Lo so, è triste. Ma se l'immagine mi porta a conoscere, e poi magari a capire che Martha Argerich suona meglio di Hélène Grimaud, allora viva l'immagine.

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  3. Mi dispiace molto, ma chi ha scritto questo post ha preso un bel granchio, è uno snob ignorante e non è nemmeno capace ad ascoltare la musica. La Grimaud è una interprete eccezionale, non è un personaggio creato ad arte dalle etichette discografiche. Questo non è solo il mio pensiero, ma è quello che è venuto fuori durante una bella chiacchierata con Fausto Bongelli, un pianista che non ha certo bisogno di presentazioni. Resettate i vostri pregiudizi e, se potete, iniziate ad aprire le orecchie.

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  4. In questi mesi di blog ho notato una costante: chi insulta, non ha il coraggio delle proprie azioni. Anonimo, sei uno di questi. Io non condivido la tua opinione su Helene Grimaud, ma la rispetto. Tu non rispetti la mia. Credo che sarà più facile per me aprire le orecchie di quanto sia per te aprire la mente. Buon ascolto, comunque.

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  5. Che Alison Balsom sia decisamente carina è evidente, ma che sia anche decisamente brava è un dato di fatto. C'è anche un'altra donna, per la verità una ragazzina, molto brava: Tine Thing Helseth. Se volete fare un confronto andate ai seguenti link:
    http://www.youtube.com/watch?v=hR8H8CSojis&feature=related
    http://www.youtube.com/watch?v=yPcYjiLQgQU
    La Helseth, più giovane di dieci anni, è molto precisa, pulita e cristallina nel fraseggio, ma la Balsom fa cantare lo strumento con una capacità di rendere pastoso il suono. Che siano poi entrambe carine non toglie e non aggiunge nulla alla loro bravura. Al massimo al piacere di sentirle si aggiunge quello di vederle.
    Saluti.

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  6. Sono sempre l'Anonimo di cui sopra e voglio solo aggiungere qualche cosa. Ho appena sentito l'adagio dal "Il chiaro di Luna" di Beethoven interpretato da Hélène Grimaud. Diciamo che la tecnica è pulita, ma....c'è un ma. Andate a sentire lo stesso pezzo interpretato da Baremboim: tutta un'altra cosa. Baremboim sa mettere in luce la concezione orchestrale che Beethoven aveva per il pianoforte. La Grimaud neanche si avvicina alla filosofia dell'autore. Inoltre, sempre a proposito della Grimaud, bisognerebbe rilevare che Bach non si suona come se fosse un autore romantico.

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