Musica, senza steccati

giovedì 10 febbraio 2011

Bob Dylan: "Io sono le mie parole". E la musica?

04:54 Posted by Igor Principe , , , , , 9 comments
"Io sono le mie parole". Così Bob Dylan su se stesso. Reazione istintiva: "Ma come, non sei un musicista?"

Parte da qui una riflessione che è già stata oggetto di un post su Manta-Ray, animata da una domanda: nella canzone, prima la musica o le parole? Lo so, è una domanda pericolosa, ci si può avvitare in sofismi inutili per affermare opinioni assolute - la musica; no, le parole - che, secondo me, non hanno ragione di esistere.

Io credo che musica e parole formino un corpo unico. A questo sono giunto dopo averne discusso con Martchelo (il titolare di Manta-Ray), che propende per il peso assoluto della musica, almeno nel pop. Nel nostro scambio di opinione, io sostenevo la centralità del testo. Dopo qualche pensiero in più, mi rendo conto che dibattevo da una prospettiva limitata. E che le cose sono, come sempre, più complesse di come appaiano.

Il punto è: cos'è che fa grande una canzone? Il testo, la musica? La risposta non c'è. La grandezza è nell'estro dell'artista, nella sua originalità, nella sua arte. Che può riguardare sia il testo che le note. Ora, i "musicofili", che di solito non amano i cantautori, sostengono che le loro canzoni non siano musica, ma qualcos'altro. Poesia, forse: ma non musica. E i "parolofili", che di solito non amano le canzonette, sostengono che le popstar producano brani da ascensore o da aeroporto.

Non mi convince. Ho l'impressione che gli uni e gli altri si perdano il meglio dei rispettivi ambiti. Blowin' in the wind ha scosso le coscienze basandosi su tre accordi, facendo di Dylan un epigono di Omero (che l'Iliade e l'Odissea le cantava, non le recitava, e lo faceva su un'armonia meno che elementare): è una gran canzone. Bohemian Rapsody racconta una storia improbabile, ma su una musica intrisa di genialità: è una gran canzone.

Insomma, l'uno non nega l'altro. Se così fosse, Paolo Conte sarebbe la negazione di se stesso, capace di raccontare l'epica del ciclismo con Bartali (testo sublime su una marcetta facile facile) e di mettere del jazz elegantissimo sotto un non-testo (Macaco).

"Quindi, per quel che importa, per me; canzone= musiche+parole (non necessariamente in ordine)". A dirlo non sono io, ma Federico, in uno dei commenti al post di Martchelo. Alla fine, ha ragione lui.

9 commenti:

  1. ciao igor lo riporto qua, per chiarirti le idee :D

    PS
    guarda che bel testo: andiamo giu nel fiume, e nel fiume ci tuffiamo, oh giù nel fiume, cavalchiamo

    :D :D d'accordo è un esempio sbagliato, pure la musica era mediocre :D :D

    cavoli manca l'opinione più importante in questa discussione, cioè la mia!

    vediamo di fare un pò di chiarezza. ci sono due arti che hanno aspetti in comune ma sono due cose diverse: la musica e la poesia.

    la prima è l'arte di emettere suoni ritmicamente (cfr. mozart).

    la seconda è quella di accostare parole, in maniera che ci sia anche un ritmo e un armonia.

    è evidente che nella prima situazione, la voce umana non è altro che uno strumento, e le parole devono avere solo il merito di essere corrette musicalmente e metricamente in modo da non rendere "sbagliato" il risultato (cfr. mogol). Che abbiano un significato in se è secondario, magari può servire a rendere il tutto più "bello", ma sinceramente chissenefrega. Al posto della voce potrebbe esserci benissimo un altro strumento, e il risultato deve essere lo stesso. Solo che certe voci hanno un suono maledettamente bello, infatti proprio questo, la qualità di quello strumento, spesso mette su di un altro piano una band rock.

    Nella seconda situazione si può immaginare che ci sia un sottofondo musicale che accompagni la declamazione di versi. Ma non è musica. E' poesia. Letteratura. Infatti se tolgo il sottofondo musicale il risultato è più o meno lo stesso.

    Nel secondo caso ricadono, aimè, molti cantautori italiani. Infatti io, essendo interessato alla musica e non alla poesia, non li ascolto.

    Spero di aver chiarito le vostre, molto confuse, idee.

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  2. Caro Giona,
    no, non me le hai chiarite. Non so perché, ma il tuo ragionamento mi ricorda quello del libro dell'emerito professore che, nell'Attimo Fuggente, analizzava la poesia in termini di grafici cartesiani. Ora, non arriverò a considerarlo nello stesso modo in cui il prof. Keating-Robin Willians parla di quell'analisi (escrementi!), perché mi piace rispettare le idee altrui, anche e soprattutto quando non le condivido. Ma continuo a pensare che, dividendo così nettamente i due aspetti, ti perdi qualcosa. Nel tuo caso, qualcosa dei cantautori.

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  3. non posso non intervenire, anche solo per rompere i c...abasisi! Quell'uomo, Dylan, non è più lucido da tempo. O forse lo è e quando parla si diverte a spiazzare gli interlocutori. ti risparmio il mio personale parere sul menestrello. Ma devo confessare che non considero Blowing in the wind una grande canzone nè come testo nè come musica.

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  4. non posso che sottoscrivere le parole di martchelo. quando si oscilla tra poesia e musica, senza scegliere completamente, è molto probabile che il prodotto sia qualcosa di mediocre sia dal punto di vista musicale (scimmiottamento del bluegrass), sia dal punto di vista poetico:

    Quante strade deve percorrere un uomo
    prima di essere chiamato uomo?
    E quanti mari deve superare una colomba bianca
    prima che si addormenti sulla spiaggia?
    E per quanto tempo dovranno volare le palle di cannone
    prima che verranno abolite per sempre?
    La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,
    la risposta sta soffiando nel vento

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  5. l'attimo fuggente è molto "poesia", e la poesia, come dicevo, mi provoca crassi e abbondanti sbadigli. mi annoia terribilmente.

    diciamo pure che un grafico cartesiano mi provoca una emozione maggiore.

    ma la musica no, mio caro, la musica è viscerale, istintiva. E a me piace LA MUSICA. in questo non ci sta nulla di razionale o cartesiano.

    La letteratura, e i cantautori, ve li lascio volentieri.

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  6. Ragazzi, che non vi piaccia Blowin' in the wind è chiaro. Confesso che anche a me non fa impazzire, ma diversamente da voi credo abbia una valenza letteraria che ne fa una grande canzone, sopperendo (ammesso che sia giusto sopperire) alle carenze musicali.

    PS: Giona, la traduzione uccide la poesia. A partire dall'omicidio delle rime. Se prendo Funeral Blues (Auden) o If (Kipling) e le leggo in italiano, non sono la stessa cosa che in lingua originale.

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  7. oddio non vorrei infierire ... per quanto non interessato, ritengo i livelli raggiunti dalla poesia anglosassone molto bassi, in particolare questa di Kipling è la cosa più cartesiana e lontana dalla poesia mai scritta (un elenco).

    Con l'inglese non riesci a formare un endecasillabo; al contrario con il rock funziona molto bene ... molto musicale :D proprio grazie alle parole tronche, alla sua semplicità e poca espressività al nostro orecchio.

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  8. Giona, mi uccidi anche Kipling? Siamo due universi distanti anni luce... ;)

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  9. kipling piace molto ai giornalisti ... ho detto tutto :D ...

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