Musica, senza steccati

martedì 15 febbraio 2011

Festival di Sanremo: il 1986

Comincia oggi la 61esima edizione del Festival di Sanremo. Si sa che da qui a domenica non si parlerà d'altro. O meglio, non si parlerà che di televisione: Gianni Morandi, Belen Rodriguez, Elisabetta Canalis, Luca&Paolo catalizzeranno l'attenzione dei più. Poi si parlerà anche di musica.

Anche io, nel mio piccolissimo, fino a domenica non parlerò che di Sanremo. Ma in questo modo: immaginate che qualcuno mi chieda "dimmi a bruciapelo i sei ricordi più vividi che ti legano al Festival". Le risposte saranno date, una al giorno, in ordine cronologico.

Si parte dal 1986. Ero in seconda  media, e come la quasi totalità dei miei coetanei avevo poche preoccupazioni. Quella che avrebbe dovuto essere la principale, il rendimento scolastico, lasciava spazio a tre altre: 1) la moda paninara; 2) il gioco del pallone; 3) la musica. La scuola era un diversivo da affrontare con il minimo sforzo, assicurandosi quel minimo in più della sufficienza che soddisfacesse professori e, soprattutto, mamma e papà.

E' a quegli anni - di fango, per gli storici; di bambagia, per me - che risale il primo, vero ricordo sanremese. Prima ci sono solo reminiscenze in forma di flash: Alice, Tiziana Rivale, Vasco Rossi, Simon Le Bon sul palco con una caviglia rotta. La prima immagine vivida, invece, è quella di Renzo Arbore che annuncia la vittoria di Eros Ramazzotti. Arbore non era il presentatore, ma uno dei concorrenti. Arriva secondo, con Il Clarinetto, capolavoro di sfrontata ironia.



Quanto al 1986, eccone un breve profilo: è l'anno dei missili su Lampedusa e di Chernobyl. Capo del Governo è Bettino Craxi, al Quirinale c'è Sandro Pertini. La Juventus di Platini e Trapattoni vince lo scudetto. Ai Mondiali in Messico trionfa l'Argentina di Maradona, e tramonta l'Italia di Bearzot. Alain Prost su McLaren vince il Campionato di F1. L'Oscar come miglior film va a La Mia Africa. Ed Eros Ramazzotti vince il Festival di Sanremo (ah, l'ho già detto?).

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