Musica, senza steccati

giovedì 17 febbraio 2011

Festival di Sanremo: il 1987 (2)

L'altra delle due canzoni che ricordo con piacere del Festival di Sanremo (la prima è Quello che le donne non dicono) è Il Garibaldi Innamorato. Sergio Caputo, che ne è l'autore, è un musicista con i controfiocchi, attento più a far bene il proprio mestiere che a cercare una visibilità tutta televisiva. Il Garibaldi si innesta con un certo peso nella tradizione sanremese delle canzoni outsider; quelle che sai che non vinceranno mai, ma che piaceranno molto. Penso a Il Clarinetto, ad A che servono gli Dei (un'altro 1987, mamma mia che annata!), a Rospo, a Salirò, a tante altre.

Infatti, il Garibaldi piace. Caputo azzecca il brano con una equilibrata emulsione di ritmo sudamericano - quasi una rumba - venato di jazz e funky, tema memorizzabile all'istante e testo azzeccato.



Dei fatti salienti del 1987 ho già detto nel post precedente. Ma devo aggiungere tre cose su Sanremo: nell'87 vincono MorandiRuggeriTozzi; prima della loro esibizione, nella serata finale, Pippo Baudo annuncia la morte di Claudio Villa; al Palafiori, dove si esibiscono gli ospiti stranieri, Patsi Kensit fa un involontario strip tease (avevo detto in questo post che era il 1988: chiedo venia).

Infine, un ricordo personale che mi lega al Garibaldi Innamorato. Si tratta del mio professore di musica di terza media. Si chiamava Radice, mostrava una decisa tendenza alla pinguedine e amava alla follia il jazz. Prese il programma ministeriale - fatto di strazianti ore di pratica sul flauto e di soporifere ore di teoria e storia - e lo cestinò, sostituendolo con la musica afroamericana. Quando ci parlò di Charlie Parker, si commosse. Potete capire la reazione di quella stupefacente dimostrazione di illogicità che è una classe di terza media, dove futuri esponenti della classe dirigente riescono a convivere pacificamente con prossimi ospiti delle patrie galere. Credo ci sia gente che ancora ride, pensando al prof scosso dal ricordo di Bird. A me fece tenerezza; poi, quando capii chi era Charlie Parker, capii anche che il Radice era un coraggioso visionario.

0 commenti:

Posta un commento