Musica, senza steccati

mercoledì 2 febbraio 2011

Giovanni Allevi: provi a difenderlo, e scopri che non ci riesci

06:14 Posted by Igor Principe , , No comments
Giovanni Allevi ha suscitato una nuova polemica. Non per colpa sua, ma per colpa della Rai che gli ha affidato la reinterpretazione dell'inno di Mameli. La Stampa ha raccolto alcune considerazioni di personalità della musica cosiddetta "colta", e il coro è unanime: vergogna!

I più arrabbiati parlano di "acme della vergogna per la bistrattata cultura italica". I più moderati di "idea mistificatoria" di cultura. Ora, che Allevi non mi convinca l'ho già detto. Ma quando gli attacchi diventano così forti, mi scatta dentro un istinto garantista da avvocato d'ufficio che mi spinge a tracciare una linea di strenua difesa.

Oggettivamente, dov'è lo scandalo? Non stiamo parlando di Vasco Rossi sul podio dell'Orchestra Sinfonica della Rai, o di qualunque altro musicista che non abbia un curriculum adeguato. Parliamo di uno che in Conservatorio ha preso un diploma in strumento e uno in composizione e direzione d'orchestra. Quindi, la forma è rispettata.

Inoltre, parliamo di un pianista che ha Chopin tra i propri numi tutelari. Ciò dovrebbe rassicurare anche quegli ultimi tromboni per i quali ascoltare musica leggera è sintomo di deriva verso l'Apocalisse: Allevi potrebbe essere un viatico per la scoperta del repertorio  classico da parte di chi non vi è avvezzo.

Insomma, ecco due buone ragioni per le quali lo stridor d'archetti contro l'Allevi nazionale mi sembra esagerato. Poi, però, leggo alcune cose. Per esempio, che non ha il pianoforte a casa perché lui sale sul palco e suona (chiosa di uno degli indignati di cui sopra: "Si sente che non studia". Dagli torto).

O questa: "L’Inno di Mameli per me è come il Natale, fa parte della mia identità genetica e mi piace perché è pieno di slancio entusiastico. Stiamo vivendo un’epoca non di crisi ma di transizione verso un nuovo Rinascimento» (visti i tempi, c'è da immaginare un rinascimento jazzistico, che com'è noto ebbe una delle sue migliori espressioni nei bordelli di New Orleans).

Oppure questa: "Sono diventato direttore guardando il maestro Riccardo Muti su Youtube" (tratta da Popstar della Cultura).

E concludi: caro Giovanni, trovati un altro avvocato. Io devo stare su Youtube a cercar di Morricone. Un giorno scriverò colonne sonore, e vincerò l'Oscar.

0 commenti:

Posta un commento