Musica, senza steccati

giovedì 24 febbraio 2011

Il povero Apicella, gli Arcimboldi e il genio

Partiamo da una considerazione di Linkiesta: "Chi è quel genio che ha dato il teatro al giullare di corte?". Il teatro è l'Arcimboldi di Milano, 2400 posti. Il giullare di corte è Mariano Apicella, il cantante amico di Silvio Berlusconi. Il suo concerto milanese è stato annullato: un solo biglietto venduto.

Ragiono anzitutto sul "giullare di corte". Apicella sarebbe tale se la sua vicinanza a Berlusconi lo premiasse. Invece è evidente che lo danneggi. Ok, qualche volta va da Vespa. Ma i suoi dischi appaiono ogni tanto in classifica? E i suoi concerti sono seguiti? A parte notizie come queste - quasi un comunicato stampa - io non ho trovato molto, a riguardo.

Più che un giullare, insomma, un onesto mestierante della canzone napoletana (c'è di peggio: pensate ai neomelodici) incastrato in una strategia di comunicazione che, per ora, non va oltre al solito "bene o male, purché se ne parli". Ok, ne stiamo parlando. Ma al concerto non voleva andarci nessuno.

E qui veniamo al secondo punto: "chi è quel genio?". Non lo so, non riesco a immaginarlo. Un direttore di teatro dovrebbe puntare ad avere sia artisti sulla breccia, sia sconosciuti ipertalentuosi da far conoscere al mondo. Apicella non è né l'uno, né l'altro. Sulla breccia - in procinto di scivolare - c'è solo Berlusconi. Quanto alla scusa del Rubygate - cioè temere contestazioni al cantante per interposta persona, e quindi annullare il concerto per preservarlo dagli strali - è semplicemente ridicola. Avrebbe avuto un senso solo se, dichiarazione di voto alla mano, a esaurire il teatro fossero stati 2400 elettori del centrosinistra (o di quel che resta di Fli).

Almeno, signori degli Arcimboldi, abbiate il coraggio di metterci la faccia.

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