Musica, senza steccati

lunedì 7 febbraio 2011

Jack White: un futuro targato Morricone

Il 2 febbraio i White Stripes hanno comunicato la fine del sodalizio artistico. In rete si è diffusa tristezza – inconsolabile quella di Martchelo, per dire di un blogger che di indie ne sa. Ma forse c'è da stare allegri.

Mi spiego: non sto gioendo alla fine del duo di cui, come credo i più, conosco solo quella Seven Nation Army che fece da colonna sonora alla vittoria dell'Italia nel mondiale di Germania 2006. Dico che c'è da stare allegri perché nel futuro di Jack White (che con la ex moglie Meg costituiva il duo) c'è un progetto affascinante. Si chiama Rome, ma significa Morricone.

Ne scrive approfonditamente Paolo Giordano su Soundcheck: un gruppo di artisti, tra cui spiccano White e Norah Jones, sta lavorando a un disco (in uscita a marzo) che omaggia l'immenso Ennio e la sua opera. E lo fa – qui sta il bello – non rileggendo la sua musica, ma creandone di nuova che ad essa si ispira inequivocabilmente. Gli artisti (prodotti dall'italiano Daniele Luppi, compositore molto apprezzato all'estero anche nella veste di produttore: i cervelli in fuga non sono solo ricercatori universitari) hanno ascoltato e ascoltato Morricone (ce n'è da ascoltare: ha scritto 400 colonne sonore e migliaia di arrangiamenti. Uno tra tutti: Sapore di sale), poi si son messi a suonare.

Ne è uscito qualcosa di cui c'è un assaggio nei 4 minuti disponibili su Soundcloud, da ascoltare senza impazzire nell'indovinare passaggi di Giù la testa o di C'era una volta in America. Ci sono e non ci sono, com'è normale in musiche che nascono da echi di altre. Quel che conta, in questo caso e comunque dopo un semplice assaggio, è una cosa: buona musica genera buona musica. Non è sempre così, ma quando accade c'è di che gioirne.  

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