Musica, senza steccati

giovedì 3 febbraio 2011

Riccardo Chailly, Filarmonica della Scala, 6 febbraio 2011: qualche motivo per andarci.

Riccardo Chailly dirigerà la Filarmonica della Scala domenica 6 e lunedì 7 febbraio 2001. Qualche motivo per non perderselo (soprattutto il primo dei due concerti).

1) Perché si tratta di una prova aperta. Questo non significa che il maestro interromperà di continuo l'orchestra per sistemare o rifinire l'esecuzione. Ma potrebbe accadere, e allora diventa interessante assistere alla costruzione del suono, alla comunicazione di un'idea e alla sua realizzazione, a far sì che un'ottantina di persone suonino come una sola. In altre parole, al verificarsi di un puro atto creativo.

2) Perché l'incasso della prova aperta sarà devoluto alla "Comunità nuova", associazione non profit dedita all'accoglienza e al recupero di tossicodipendenti.

3) Perché il programma prevede la Sinfonia n. 7 di Dvorak e il Concerto n.1 per Pianoforte di Tchaikovsky. Due capolavori: noto anche ai rocker il secondo, meno conosciuto ma non meno bello il primo.

4) Perché almeno una volta nella vita alla Scala ci si deve andare. Affacciarsi nella sala del Piermarini toglie il fiato.

5) Perché Chailly è un grande direttore. E non parlo solo di qualità musicali, ma soprattutto umane. Mi permetto un aneddoto: anni fa lo intervistai. Mi colpì una considerazione: "Ho diretto il mio primo concerto a 14 anni, in un'indecente precocità".
"Perché indecente?", chiesi.
"Perché se a quell'età avessi giocato un po' di più a pallone, sarebbe stato meglio".
"Ma non sarebbe diventato Riccardo Chailly", obiettai. L'espressione che ne seguì mi disse che non l'avevo convinto.

Ecco, un musicista così - lontano dal considerarsi un predestinato, capace di dubitar di se stesso - merita di essere ascoltato.

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