Musica, senza steccati

venerdì 11 febbraio 2011

Stefano Bollani, il giocoliere

Stefano Bollani è tra i migliori pianisti in circolazione, almeno nell'ambito del jazz. L'unico momento in cui l'ho sentito misurarsi con un artista catalogato nell'ambito "classica" è stato quello della Rapsodia in Blu di Gershwin, con Riccardo Chailly e la Gewandhaus Orchestra di Lipsia. E il nome dell'autore dice quanto ancora di jazz ci sia in quel disco.

Stefano Bollani, soprattutto, è un giocoliere. Del jazz maneggia con cura estrema la capacità di improvvisare su qualsiasi tema, e di rileggerlo non solo secondo i codici di quella musica (lo swing, le blue notes, le sincopi, la fantasia armonica), ma anche secondo altre grammatiche.

Un esempio è nel video lì sotto. Si tratta di un frammento di una Lezione di Musica tenuta dallo stesso Bollani al Parco della Musica di Roma nell'aprile del 2009. Due ore a parlare di rapporti tra classica e jazz, parlando di Stravinsky e Ravel, suonando Milhaud, Gershwin, Joplin. E chiudendo con un tema caro a chi è stato bambino negli anni Ottanta.



Quattro minuti di musica. Quattro minuti per svelarne la magia - se ancora ce ne fosse bisogno. Quattro minuti per ridere, e poi rimanere interdetti da tutto quello che il pianista riesce a tirar fuori da una melodia pazzescamente infantile. Quattro minuti per pensare che la musica è come il pongo, e che quando finisce nelle mani di un giocoliere puoi aspettarti di tutto.

0 commenti:

Posta un commento