Musica, senza steccati

giovedì 24 marzo 2011

Benzina al Fus (in senso letterale)

06:32 Posted by Igor Principe , , 2 comments
Nel giorno in cui Giancarlo Galan è nominato ministro della Cultura al posto di Sandro Bondi, il governo decide di reintegrare il Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) e trova i fondi per farlo aumentando di 2 centesimi il prezzo della benzina.

(Breve inciso: quando ho parlato di Tremonti e del suo presunto marxismo Martchelo mi ha bacchettato su Facebook, dicendo che ho sporcato con la politica un bel blog. Lo ringrazio per il complimento, e aggiungo che mi dispiace dargli un nuovo dispiacere, ma penso di dover tornare sulla questione).

C'è da esserne lieti? Secondo Gianni Letta, sì. Secondo me, no. Si può essere forse solo un po più sereni. E' come quando hai un'ernia: puoi imbottirti di analgesici, ma se non ti operi il problema non si risolve. Bene, la tassa sulla benzina per la cultura è un analgesico, ma con fortissime controindicazioni. Potrebbe portare allergia.

Non credo ci voglia un genio della psicologia per capire che lavorare sul prezzo di un bene già ingiustificatamente alto, e in un periodo in cui il petrolio gioca al rialzo, alimenta la diffusione di questo ragionamento: "Ma perché devo pagare per la cultura, per i teatri, per la musica, per i cinema e per tutte queste cose qui, che già si fatica ad arrivare a fine mese?".

E' un ragionamento che non condivido, ma che non mi sento di condannare. Non è obbligatorio che tutti abbiano la passione delle arti e che le avvertano come essenziali alla vita, e non solo come semplice intrattenimento. Ma è obbligatorio che lo Stato italiano, proprio per la forza del patrimonio culturale di cui il Paese è titolare, adotti una politica che porti in primo piano la tutela e la promozione della cultura. E' obbligatorio che lo Stato italiano, cioè chi ne guida le istituzioni, capisca che quanto sopra è il nostro petrolio e  che le ricadute economiche di un suo adeguato sviluppo giovano a tutti. E' obbligatorio che lo Stato italiano smetta di ragionare come Marx (struttura = utile; sovrastruttura = orpello) e cambi radicalmente rotta potenziando l'economia della cultura portandola a essere uno dei motori principali della macchina Italia.

Se così facesse, chi ragiona come sopra smetterebbe di farlo perché capirebbe l'importanza del sostegno pubblico alla cultura, e accetterebbe più serenamente misure urgenti come quella adottata ieri. Perché non è in discussione la sua urgenza; è in discussione la sua modalità. Certo, se il governo avesse deciso prima di tagliare tutte le incredibili accise della benzina (TUTTORA gravata dal finanziamento della Etiopia del 1935; della crisi di Suez del 1956; del disastro del Vajont del 1963; dell'alluvione di Firenze del 1966; del terremoto del Belice del 1968; del terremoto del Friuli del 1976; del terremoto dell'Irpinia del 1980; della missione in Libano del 1983; della missione in Bosnia Erzegovina del 1996; del rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004) e poi di tassare TEMPORANEAMENTE la cultura, allora sarebbe stata una pillola senza controindicazioni. Ma così, è follia che si aggiunge alla follia.

Ma tant'è. prendiamoci 'sta pillola, però poi basta. Urge politica. Alta politica.

2 commenti:

  1. FORSE NON TUTTI SANNO PERÒ CHE I DUE CENTESIMI AGGIUNTI ALLA BENZINA CREANO INTROITI PER OTTOCENTO MILIONI, MENTRE AL FUS NE VANNO SOLO DUECENTO E PASSA, DOVE VA IL RESTO?
    GIANNI LETTA QUESTO NON LO HA DETTO E IL PERCHÈ MI SEMBRA CHIARO: FAR ODIARE LA CULTURA E CHI LA PRODUCE!
    GRAZIE E BUONA GIORNATA

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  2. Grazie per la notizia. Non lo sapevo. Tutto ciò rende la situazione più amara di quanto già sia.

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