Musica, senza steccati

mercoledì 16 marzo 2011

Fratelli d'Italia

05:56 Posted by Igor Principe , No comments
In realtà si chiama Canto degli Italiani, ma per tutti è Fratelli d'Italia. E' giusto che sia questa la musica di domani, per il 150esimo dell'unità del paese. Nel link lo canta Mario Del Monaco.

Non c'è molto da aggiungere a quanto detto, e in quel modo, da Roberto Benigni a Sanremo. Forse solo un ricordo. Nel 2004 mi capitò di assistere a una lezione sull'inno tenuta da Michele D'Andrea, storico e impiegato allora all'ufficio stampa del Quirinale. Venne alla Biblioteca Braidense di Milano e raccontò il Canto degli Italiani a una platea di studenti di un istituto tecnico. Un gladiatore in un'arena di leoni poteva trovarsi più a proprio agio.

Invece D'Andrea parlò per un'ora buona, e alla fine gli studenti - tra i quali il sottoscritto, fuori quota, imbucato per scrivere un articolo - furono tutti in piedi a cantare l'inno con una convinzione sincera. Con sette anni di anticipo, avevo un Benigni sui generis davanti ai miei occhi.

Ho provato a cercare quell'articolo, ma invano. Sicché di quella mattina mi restano momenti vaghi. Ricordo però che parlai con D'Andrea delle esecuzioni dell'inno, lamentandomi di quella più diffusa (la fanfara prima degli eventi sportivi) ed elogiando quella orchestrale in apertura del Concerto di Natale al Senato. Lo storico replicò più o meno così: "ma è debole, non è quella giusta. Bisogna pensare ad una cabaletta, e a come Novaro la immaginò. La prima parte è un canto che viene da lontano per svegliare le coscienze dei patrioti e chiamarli all'azione. Dopo il "paraponzipò" ritmo e musica si intensificano, i patrioti si svegliano, si cercano e rispondono alla chiamata del canto. Se non si tiene conto di questo, non si capisce il senso dell'inno".

Resto dell'idea che la versione per fanfara sia insopportabile. E che quando ci sono di mezzo gli archi e l'orchestra tutta, del nostro inno non si possa poi dir così male. E a quelli che vorrebbero sostituirlo con il Va' Pensiero vorrei dire due cose: 1) perché appropriarsi del coro degli ebrei esuli quando possiamo avere una cosa  autenticamente italiana? 2) una fanfara ve lo farebbe odiare comunque.

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