Musica, senza steccati

mercoledì 2 marzo 2011

Jimi Hendrix, agli antipodi di Mozart

01:47 Posted by Igor Principe , , , No comments
Se il talento ha due facce, una è quella di Jimi Hendrix, l'altra è quella di Mozart. Questo pensavo domenica scorsa, mentre guardavo su Rai5 un film dedicato alla vita del chitarrista di Seattle.

Un film molto bello, in cui tra spezzoni di concerti, interviste e frammenti sonori Hendrix si raccontava, anche affidandosi alle lettere spedite al padre lungo la strada per la gloria imperitura. Guardavo, e continuavo a pensare a Mozart. Al sublime talento che li incatena l'uno all'altro, e alla distanza siderale tra le loro epoche e le loro vite.

Certo, entrambi sono passati al Creatore anzitempo (28 anni Jimi, 35 Amadeus). Ed entrambi indugiavano in una certa dissolutezza. Quanto all'atto finale, poi, nessuno dei due ha di che rallegrarsi: soffocato dal proprio vomito Hendrix, sbattuto in una fossa comune Mozart.

Cio detto, è difficile immaginare due genialità tanto lontane. Musicista da sempre (prima composizione a 3 anni) l'austriaco, educato alle arti, irriverente ma in un contesto di nobiltà, musicalmente coltissimo, a massimo agio con la scrittura musicale più complessa.

Musicista dai 14 anni l'americano, scuole il minimo essenziale, educato alla strada e alla disciplina militare (è stato parà nell'US Army), irriverente in un contesto esplosivo (gli anni Sessanta), musicalmente grezzo e asciutto.

Due geni opposti. A metterli in strada e a dir loro di andare, l'uno andrebbe di qui e l'altro di là. Ma come tutti gli opposti, finirebbero per incontrarsi. Penso alla Sinfonia n. 40 e a Voodoo Child: in entrambi cogli l'essenza della musica, una sorta di perfezione speculare in cui ogni nota suona esattamente come te lo aspetti. E tutt'e due raccontano una specie di viaggio al cuore delle cose. Mozart riduce la complessità ad un tema che ricordi da subito, e che continui a ritrovare anche quando le note disegnano armonie del tutto inedite per i tempi. Hendrix va dritto al sodo, come uno sciamano che voglia raccogliere il respiro della terra. L'uno è rarefatto e leggero, l'altro è denso tribale. Ma tutt'e due cambiano le regole, alzando di un paio di tacche l'asticella della conoscenza.

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