Musica, senza steccati

martedì 29 marzo 2011

Montalbano e la musica

Il commissario Montalbano e la musica non hanno un rapporto intenso. Almeno, ciò è quanto appare sia leggendo i libri di Camilleri sia guardando la fiction di Sironi. Il commissario ama il silenzio delle spiagge desolate, il suono dell'acqua quando nuota, e per per cercare spunti di indagine si affida letture colte.

Nella puntata in onda ieri sera, per esempio, c'era una chiara citazione di Edgar Allan Poe. Altre volte sono stati evocati Potocki e Faulkner. Dai racconti, in particolare, emerge tutta la bibliofilia del commissario, divoratore di libri nelle sue notti solitarie.

Pure, da uno come Montalbano ti aspetteresti una vicinanza al mondo della canzone. Camilleri ha scritto che il suo personaggio è un sessantottino, magari non di prima linea ma comunque coinvolto da quel tumulto. Eppure della musica di allora non c'è traccia. Se qualche suono si affaccia nella vita del poliziotto, è suono classico.

Nella Voce del Violino - il quarto romanzo - un grande musicista ritiratosi dalle scene suona un prezioso esemplare, movente dell'omicidio su cui è incentrata la storia. Nelle Ali della Sfinge, un prete con cui Montalbano ha un colloquio lo riceve suonando Debussy, La Plus que Lente. Nel Cane di Terracotta il commissario canticchia un tema dell'Incompiuta di Schubert, complimentandosi con se stesso per aver azzeccato i passaggi. E in un altro episodio (non ricordo quale) gorgheggia di felicità sulla Bohème (Che gelida manina...).

Insomma, poca musica (ma buona). Eppure, Montalbano è una musica precisa: la sigla con cui iniziano gli episodi televisivi. L'ha scritta Franco Piersanti, tra i massimi autori di colonne sonore in Italia, ed è un imprinting. La ascolti, e vedi Luca Zingaretti muoversi nel paradiso della Sicilia sud-orientale.

Il soundtrack di Montalbano è il migliore in circolazione tra quelli delle fiction. La tradizione delle sigle da telefilm è ricca, sia tra le produzioni straniere sia tra quelle nazionali. Ma qui c'è qualcosa in più. I silenzi voluti dal regista aprono gli spazi a commenti sonori di qualità altissima, veri e propri score cinematografici.

Alcuni di essi, poi, potrebbero vivere di vita propria. Oltre alla sigla (degna, per me, del miglior Piazzolla) c'è Tenderness, cornice dei momenti più intimi, con una linea di basso che tradisce la competenza di Piersanti in questo strumento.

Forse è proprio un soundtrack così a non far sentire la mancanza delle canzoni.

6 commenti:

  1. La colonna sonora di Montalbano potrebbe anche essere un triangolo suonato da un lemure e mi piacerebbe lo stesso.

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  2. Tu ignori la perizia dei lemuri nell'arte del triangolo. Altro che Montalbano! Alcuni son capaci di rifare il Volo del Calabrone

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  3. l'episodio dove Montalbano canticchia "che gelida manina" è "la pista di sabbia" e lo fa dopo aver ritrovato il ferro di cavallo nella tasca dell'accappatoio...anzi lo ha ritrovato Adelina!

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  4. mi sono cimentato nella visione di diversi episodi di montalbano passati. Ricordo che qualche anno fa vidi purtroppo solo in parte un episodio di cui non il ricordo il nome. Gli unici dettagli che ricordavo erano una lettera anonima e una sorta di omaggio allo scrittore Edgar Allan Poe (nell'episodio riferimento a POE). A questo punto ho cercato su internet "Montalbano edgar allan poe" e ho trovato una pagina wikipedia intitolata "Un mese di montalbano" dove vi erano 30 differenti dettagli che se non ricordo male vi erano in quell'episodio. Non mi ricordo però il nome della puntata e non è nemmeno stata esplicitata sulla pagina. Se qualcuno lo dicesse, mi farebbe un favore.

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  5. L'episodio si intitola: "la caccia al tesoro"

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  6. On es poden adquirir les partitures de tota la sèrie?

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