Musica, senza steccati

giovedì 3 marzo 2011

Musica Nuda: Ferruccio e Petra Complici fino in fondo

Il 15 marzo esce Complici, il nuovo disco di Musica Nuda. Cioè di Ferruccio Spinetti e Petra Magoni. Cioè di due autentici intepreti.

La loro storia è affascinante. Si incontrano sette anni fa come farebbero due amici in un pomeriggio da passare suonando e cantando. Solo che gli amici normali lo fanno a casa, e di solito la chitarra è scordata e la voce non è che sia sempre il massimo. Loro lo fanno in uno studio di registrazione, la chitarra è un contrabbasso e la voce è virtuosa ma al contempo calda. In quel pomeriggio del 2004 nasce Musica Nuda, cioè il nome del duo e del suo primo disco.

Sette anni dopo Ferruccio Spinetti e Petra Magoni sono tra le perle della gioielleria musicale italiana. Dire che fanno cover è limitativo, e non solo perché nei loro album da tempo di affacciano gli inediti, ma soprattutto per l'approccio jazzistico, che consente loro di rendere standard (che è un concetto diverso da cover, sul quale un giorno tenterò una spiegazione, in primo luogo a me stesso) i brani con cui si cimentano.

Però, attenzione, non sono jazzisti. Sono semplicemente musicisti. E davvero nuda è la loro musica: scabra ed essenziale, ma attraente come il nudo sa essere. Ogni tanto si aggiunge qualche altro strumento che amplifica il potere seduttivo del corpo musicale, non più nudo ma velato da un conturbante "vedo-non vedo" (un esempio tra tutti: La canzone dei vecchi amanti, dove il velo è il pianoforte di Stefano Bollani). Però l'essenza è lì, nelle evoluzioni di Ferruccio sulle corde metalliche e di Petra su quelle vocali.

Con due ingredienti riescono a immaginare mondi nuovi, portando la musica alla massima espressione di se stessa, che sta nella capacità di dire cose nuove da cose già sentite. Come questa Come together.

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