Musica, senza steccati

venerdì 4 marzo 2011

Musicheparole: la tenacia di Federico Villa

01:08 Posted by Igor Principe , , 3 comments
Musicheparole è il disco di Federico Villa. Per dovere di onestà, dichiaro da subito di essere immerso in un conflitto di interessi che cercherò di mitigare non scrivendo una recensione. Ma la sua è una storia che conosco bene, e voglio raccontarla. Perché è una storia di tenacia (che renderà questo post più lungo dei soliti)

Di giorno, Federico progetta. E' immerso in quel mondo che fa di Milano la capitale del design, e lui la interpreta al meglio. Di sera, o dipinge (non tantissimo) o suona (quasi sempre). Gli piacciono le canzoni, ne scrive qualcuna. Poi qualcuna ancora. E ancora. Quindi pensa: e se le mettessi su disco?

Così impara a usare Pro Tools, e dà vita a Cose Così. Stampa qualche centinaio  di copie, booklet incluso, e le gira agli amici. Che ascoltano, consigliano, si esprimono. Ma nulla si muove.

Ora, pensate di avere quasi quarant'anni, di fare un lavoro che vi soddisfa, una donna che amate, di riuscire ad assecondare le vostre brucianti passioni (viaggi, mostre, concerti). E non solo da fruitore, ma dipingendo e suonando in giro per locali. Forse vi sentireste appagati. Federico sente invece che qualcosa può essere ancora messo a posto, che quindici canzoni forse sono troppe e allora meglio qualcuna in meno, ma più curata, levigata là dove c'è un'asperità, e costruita meglio che con un pur professionale programma per computer.

Così scrive e suona, e ha tra le mani otto canzoni. Decide di farsi un regalo, e affitta un vero studio di registrazione. Due giorni, uno è quello del suo quarantesimo compleanno. Chiama a raccolta quelli che lui considera musicisti (e magari non lo sono, almeno di mestiere) e li porta in studio. Nessuno ha mai suonato con l'altro. Federico distruibuisce gli spartiti e dà il via alle prove. Non più di due prove a brano, e in quarantotto ore il disco c'è.

Beh, non è proprio così. Prima di avere il disco c'è la post produzione e tutto il resto. Non andiamo troppo per le lunghe. In autunno, il disco arriva: Musicheparole. E' come il primo, ma fatto meglio. Tanto meglio che in inverno (prima di Natale, credo) un produttore serio, Massimo Monti, lo chiama. "Ho parlato con Alex, il bassista. Il disco mi piace, ti voglio tra gli artisti della mia etichetta".

Il disco, con le vesti opportune, è in distribuzione in questi giorni. Federico comincerà a girare per concorsi, rassegne, e a fare quel che fa un artista da lanciare. Non si aspetta dischi di platino e concerti a San Siro. Credo che se gli proponessero una serata in un jazz club in Bretagna sarebbe la persona più felice del mondo. E io con lui.

Perché io, Federico, lo conosco da quasi vent'anni. Abbiamo suonato insieme centinaia di volte, nel nostro Just Friends Quartet. Ci vediamo a cena, mi ha aiutato a montare le culle dei miei due figli. Un giorno dell'anno scorso mi chiama e mi dice: "Ho due canzoni in cui ti voglio al piano. Sarebbe un bel regalo di compleanno".

Eccolo, il conflitto di interessi. Musicheparole è il disco di un amico, e in due brani chi suona il pianoforte è il titolare di questo blog. Non posso e non voglio dirvi se sia un bel disco. Ma non potevo tenere solo per me questa storia.

3 commenti:

  1. Adoro le canzoni di Federico. BRAVO!!!!

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  2. Complimenti a Federico e all'autore del blog!

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  3. Grazie Gianluca. Ma più complimenti a Federico. Tenere un blog è facile. Fare un disco è un'altra cosa.

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