Musica, senza steccati

martedì 22 marzo 2011

Rai 5: il ritorno del servizio pubblico

04:32 Posted by Igor Principe , , No comments
Rai5 segna il ritorno del cosiddetto servizio pubblico. Lo so, affermazioni tanto perentorie confliggono con l'esercizio del dubbio, liberale e salutare. Ma sono preso da un moderato entusiasmo e non riesco a pensare in termini meno drastici.

Per anni la Rai è stata accusata di aver sacrificato il proprio ruolo, per l'appunto, di servizio pubblico all'ansia da prestazione da Auditel. Accuse motivate e sacrosante. Non è che adesso l'atteggiamento sia cambiato: sui primi tre canali Rai si tende sempre a inseguire gli ascolti con un atteggiamento che è nella logica della tv commerciale. Ma il digitale terrestre, vivaddio, ha riaperto quegli spazi che da tempo sembravano chiusi.

In questo caso il servizio pubblico riguarda la divulgazione culturale. Mi limito alla musica e alla segnalazione di quanto segue:
1) Diretta della prima della Scala, Walkiria di Wagner, lo scorso 7 dicembre
2) Diretta del Flauto Magico di Mozart, domenica scorsa
3) Messa in onda di uno speciale sugli U2 live dal tetto della Bbc di Londra, qualche settimana fa
4) Film sulla vita di Jimi Hendrix, sempre qualche settimana fa.

Sono solo quattro esempi, ma c'è molto altro.

Si potrebbe obiettare: perché non lo fa Rai3 (nata come avamposto culturale), che è più seguita? Così queste proposte rimarranno sempre per una nicchia. Legittima obiezione, ma eccepisco l'applicazione del principio di realtà: Rai 3 subisce l'assillo dello share, Rai5 no. E' quindi il campo perfetto dove giocare la partita.

Altro appunto: perché non fare qualcosa di più? Per esempio un programma di musica dal vivo come lo fu il meraviglioso Doc di Renzo Arbore, o una versione italiana dello Storyteller di Vh1, o una belle serie di divulgazione storico musicale che unisca il rigore accademico alla capacità affabulatoria di cui fu capace Alessandro Baricco ai tempi di L'amore è un dardo.

Ecco, se Rai5 arrivasse a tanto sarebbe un'isola felice. Per ora è un'oasi nel deserto. Che non è poco, comunque.

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