Musica, senza steccati

lunedì 7 marzo 2011

Richard Galliano al Blue Note di Milano: la luce e l'ombra

00:59 Posted by Igor Principe No comments
Richard Galliano ha tenuto due serate al Blue Note di Milano con il suo trio, French Touch. Ho seguito la prima. Parliamo dell'ombra, che è nel locale. No, l'illuminazione non c'entra; parlo della regola diffusa in in tutti Blue Note del mondo: il concerto a doppio turno, un'idiozia sesquipedale. Due set da 1 ora e 15 minuti l'uno sono un coitus interruptus (non è mia, ma di Federico. Ero con lui e con altri amici). Nel momento in cui tutto è al culmine - il musicista, il pubblico, l'atmosfera - bisogna fermarsi e lasciare il posto a quelli che si son prenotati per il turno successivo. Che almeno, per civile regola di democrazia, si svolge esattamente come il primo. Se a questo aggiungi che il Blue Note si propone come tempio del jazz, e se c'è una musica che vive dell'istante offrendosi all'invenzione momentanea, allergica allo steccato del tempo prefissato, è proprio il jazz, ecco servito il paradosso.

Ciò detto, veniamo a Galliano. Non intendo recensire alcunché, non ne ho i mezzi e soprattutto non ne ho lo spirito. Perché deve essere che sto invecchiando, che non andavo a un concerto da un pezzo, che ritrovare cari amici dopo una moltitudine di anni è stato bello e singolare, che ero alla fine di una settimana ad altissimo stress, che da mesi ho riscoperto una passione per la musica che temevo sopita senza rimedio, che il mio sogno segreto è imparare la fisarmonica diatonica; sta di fatto che alle prime note (Tango pour Claude) mi sono commosso. E non poco: labbro tremulo, ho dovuto ricacciare indietro più d'una lacrimuccia.

Stessa scena per Tangaria, e non vi dico per Spleen (suonata con quel miracolo di sonorità che è l'accordina). Insomma, non sono in grado di scrivere alcunché di distaccato. Tuttavia, durante Aurore sono riuscito a ricompormi e a fare una riflessione serena. Questa: se questo blog dovesse scegliersi come icona un artista, e uno solo, direi proprio Richard Galliano. Mi sono chiesto che tipo di musica stessi ascoltando, venerdì sera. Jazz? Popolare? Folk? Classica? Sì, perché il pezzo che ha introdotto Libertango è stata una fuga di pieno sapore bachiano (Galliano ha da poco inciso un disco di musiche di J.S. Bach).

Insomma, cosa nasceva sul palco dall'alchimia di fisarmonica, contrabbasso e chitarra classica? L'unica risposta è stata: musica, senza steccati. Il leitmotiv di questo blog.

0 commenti:

Posta un commento