Musica, senza steccati

mercoledì 9 marzo 2011

UAG: United Artists for Gheddafi

03:08 Posted by Igor Principe , , No comments
Notizia di qualche giorno fa: Nelly Furtado spiega su Twitter di aver cantato nel 2007 al cospetto di Muhammar Gheddafi in un hotel in Italia. Si scopre poi che altri cantanti sarebbero stati ingaggiati dal galantuomo di Tripoli per spettacoli privati: Lionel Ritchie, Beyoncè, Maria Carey, 50 Cent e qualcun altro ancora. Tutti a scusarsi, e a dire che poi i soldi li hanno dati in beneficenza. Tutti, tranne 50 Cent.

Istintivamente sto con lui. Almeno non è ipocrita. Perché quel che mi urta, di tutta sta storia, non è che ci siano andati, da Gheddafi, ma che a distanza di anni ne prendano le distanze. Come dire: "Ehi, guardate che non lo sapevo chi fosse. Pagava bene, e per solo un ora di show. Ma tranquilli, adesso do tutto in beneficenza e la questione è risolta".

No, non è risolta. Gheddafi è al potere da 41 anni e ha litigato spesso con mezzo mondo. Che non sia cresciuto alla scuola di Locke e Montesquieu lo capisce anche chi ignora chi fossero questi due. Certo, non è Ahmadinejad (o almeno, non era percepito come tale fino a pochi giorni fa) che blatera ogni due per tre di complotti ebraici, finti Olocausti e altre amenità. Ma uno che è al potere da 41 anni non è un democratico.

Quindi, o accetti che un governo autoritario (se proprio vogliamo metterla già dolce) e pittoresco ti strapaghi per il minimo sforzo, e ci vai, e poi però lo dici chiaramente ("Era un buon affare, e la musica è anche business") o non ci vai. Ma la beneficenza postuma è francamente ridicola.

Certo, uno si chiede perché una popstar gonfia di dollari debba comunque accettare un incarico di cui davvero non ha bisogno. Ernesto Assante, in una sua nota su Facebook, formula la domanda usando la parola "artisti". Ecco, secondo me il punto è questo. A costo di apparire snob, io credo che un artista non l'avrebbe mai fatto.

Un intrattenitore, sì.

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