Musica, senza steccati

lunedì 18 aprile 2011

Facebook: più di un jukebox

03:43 Posted by Igor Principe , , No comments
Una cosa per la quale apprezzo molto Facebook sono gli amici. Frase degna del miglior monsieur de La Palice, che quindi merita di essere approfondita.

Apprezzo gli amici perché suggeriscono, stimolano, propogono. Confesso che una buona metà del mio aggiornamento quotidiano sul mondo passa dai loro post su Facebook. E constato con piacere che un'altra buona parte di essi riguarda la musica.

La curiosità per il tema mi ha portato a seguire pagine dedicate agli artisti, ed è quindi come essere in contatto costante con un ufficio stampa decisamente informale (con qualcuno, come Musica Nuda, che ama promuovere anche altri artisti). Ma se anche suoni e note fossero l'ultimo dei miei pensieri, sarei comunque stimolato da un nutrito gruzzolo di amici piuttosto attivi nel segnalare cose da ascoltare.

Facebook, insomma, è un meraviglioso juke box. Anzi, di più. In quelle affascinanti scatole sonore trovavi di solito le hit del momento e qualche vecchio successo. Su Facebook, trovo perle continue. Me le passano Edoardo, il mio pusher di fiducia per la classica; Luca, blogger di contemporanea; Laurenji Bloom e Marcello, segugi nel bosco dell'indie; Anna, che oggi mi ha fatto riscoprire Yael Naim.

Ora, non è il caso di far l'elenco di tutti quelli che postano musica. Ma il concetto mi pare chiaro. E mi viene in mente lo scambio di opinioni su un post dedicato a Bon Jovi, di qualche settimana fa. Dopo aver criticato il rocker per la sua visione cenozoica dell'industria musicale, ho discusso con una sua fan. E' vero, il vinile resta il non plus ultra della qualità dell'ascolto; è vero, c'è bisogno di educazione all'ascolto per non trovarsi a vivere note e artisti in modo del tutto passivo (tema di un altro post)

Ma come potrei, adesso, anche solo pensare di rinunciare alle infinite strade che dalla rete conducono alla scoperta continua di nuova musica (e nuove idee, in generale)?

Infatti, non riesco nemmeno a pensarlo.

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