Musica, senza steccati

mercoledì 25 maggio 2011

E tanti auguri anche a Miles Davis

07:41 Posted by Igor Principe , , No comments
Non ho intenzione di trasformare questo blog in una bacheca di commemorazioni. Infatti oggi, partendo da Bob Dylan, avrei voluto parlare di un concerto che ci sarà tra qualche settimana e che mi perderò, pur non volendolo. Lo farò presto, magari domani. Ma il calendario mi impone un altro post di tanti auguri. A Miles Davis.

Li riceverà su una nuvoletta, dove starà litigando con John Coltrane o Bill Evans o "Cannonball" Adderley perché - o stolti! - suonano quel che c'e scritto invece di quel che non c'è scritto. Questo era il jazz, per Miles. Lo spartito come un testo sacro, e lui a glossare note nuove, a interpretare scritture, ad aggiungere nuove idee riuescendo a non essere mai ridondante.

Non si può non ricordarlo. In termini sportivi, è uno di quelli che a un certo punto ha alzato l'asticella sfidando i colleghi a saltare ancora più in alto. La sua asticella si chiama Kind of blue, disco cui ho già accennato e che, istintivamente, non riesco a non considerar come il più bello mai inciso nella storia del jazz.

In Kind of blue c'è un brano, All blues, che mi fa impazzire. Perché è blues, quindi tre accordi. Ma come li ha messi giù Miles (e tutta la cricca del disco) non ce n'è. E poi perché mi ricorda un viaggio in Canada, nell'estate del 2004. In un anonimo locale di Montreal, ci accomodiamo per mangiare qualcosa. Il menu è tanto entusiasmante da indurci ad un'insalata. Mentre inforchiamo foglie di lattuga, in un angolo suona un trio: contrabbasso, batteria, sassofono. A un certo punto attaccano All blues

E' stata l'insalata più buona che io abbia mai mangiato.

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