Musica, senza steccati

martedì 3 maggio 2011

Io e Beethoven

02:00 Posted by Igor Principe , , 1 comment
Non fraintendiate il titolo di questo post: non intendo raccontare di me, se non limitandomi a dire che qualche sera fa sono incappato su Io e Beethoven, film del 2007 sugli ultimi anni di vita dell'immenso Ludwig.

Cominciamo col dire che non è un film biografico. O non del tutto. Di esatto ci sono le date, la sordità di Beethoven e due sue composizioni. Una è nota anche ai sassi: la Sinfonia n. 9 "Corale". L'altra è la Grande Fuga, tra le ultime cose che scrisse. Di esatto ci sono anche il trionfo della Nona e il fiasco - meglio, la repulsione - della Fuga. Ultima cosa vera è Karl, il nipote di Beethoven.

Il resto è invenzione. In primis la protagonista, Anna Holtzl, studente di composizione che si trova ad aiutare Ludwig nella stesura della Nona e della Fuga. Non indugio nella trama (c'è Wikipedia, per questo). Piuttosto, in una considerazione.

Io e Beethoven è un fumettone. Anna (Diane Kruger) è eterea ma al contempo tenace e talentuosa, timorata di Dio ma non al punto da sacrificare la propria ambizione rifiutando di frequentare l'artista (Ed Harris). Che, in quanto tale, è un concentrato di cliché: geniale, rude, blasfemo, pieno di sé ma capace di intensi slanci umani. Insomma, se cercate un film su Beethoven non è questo che va visto.

Però, se cominciate a vederlo, non vi staccate più. Almeno, ciò è quanto è capitato a me. La colpa è della Nona. Il grosso della colonna sonora è costituito dalla Corale, smembrata per servire la sceneggiatura nelle scene in cui se ne racconta la genesi e in quelle della prima esecuzione. Il massimo degli indugi, ovviamente, è nei movimenti più famosi: il secondo e l'ultimo, pur con l'apprezzabile scelta di non insistere troppo sull'Inno alla Gioia.

Svilita da un film mediocre, fatta a pezzi per ragioni di scrittura, la Nona riesce comunque a trionfare. Niente, neppure il peggior sfregio è capace di offuscarne l'immensità. Puoi metterla nella centrifuga, ma lei ne uscirà sempre come un capolavoro. Una di quelle cose che ti spingono a chiederti come sia stato possibile scrivere ancora sinfonie.

Pure, è stato fatto. Ed è giusto così.

1 commento:

  1. Completamente e totalmente d'accordo!
    Il film regge tutto sulla nona di Beethoven. Lo si guarda per la nona. Emoziona per la nona.
    Il resto è quasi plagio da "la ragazza dall'orecchino di perla" (per la protagonista carina, pallidina e silenziosa), a "Amadeus" (per le scene finali).
    Insomma, guardatelo per ascoltare Beethoven!

    RispondiElimina