Musica, senza steccati

mercoledì 18 maggio 2011

Pink Floyd, pittori del pop

A settembre uscirà una raccolta dei Pink Floyd che più raccolta non si può: tutti i dischi, molti inediti, nuovi booklet. I dettagli sono su Rock On Line, dove è apparso anche un pezzo in cui Nick Mason spiega il perché dell'operazione: "se da qui in poi non faremo altro che scaricare tutto da Internet sarebbe un peccato non pubblicare il materiale grafico e tutto il resto".

D'istinto, mi sono infastidito. Eccolo lì, ho pensato, un altro elefante che in vista del cimitero barrisce contro la barbarie dei tempi contemporanei. Poi mi sono dispiaciuto, perché da uno dei Pink Floyd mi sarei aspettato considerazioni di livello superiore a quelle di un Bon Jovi qualsiasi. Poi ho pensato ai booklet digitali che ho scaricato dai miei acquisti su iTunes, e ne ho realizzato l'inconsistenza. Poi ho fatto mente locale ai booklet e alle copertine dei dischi dei  Pink Floyd, e ho dovuto ammettere che Nick Mason non è un elefante ma uno scimpanzé. Cioè un animale molto intelligente.

Le copertine dei dischi dei Pink Floyd sono piccoli pezzi d'arte. Penso alla centrale di Battersea in Animals, o ai mattoni di The Wall, o alla mucca di Atom Heart Mother, e vedo una cura per l'immagine che me li rende come pittori del pop. La loro attenta passione per l'elemento visivo del disco - fondamentale: quanti acquisti sono stati fatti basandosi sulla copertina? - legittima l'uscita della raccolta. Da avere, quindi, e non solo per soddisfare lo sguardo. C'è infatti anche la questione degli inediti. Tra questi pare ci sia una versione di Wish You Were Here cui partecipa Stéphane Grappelli. Solo quella, per me, vale tutto il disco. Mi spiego.

Da un lato c'è Wish You Were Here, che per quanto mi riguarda non è solo una canzone, ma la colonna sonora delle pagine migliori di un'autobiografia: la mia. E' tante di quelle cose che, davvero, ci vuole un libro per spiegarle. Quindi, non lo farò. Basti dire che ogni volta che l'ascolto cado in una spece di trance. E mi commuovo.

Dall'altro c'è Stéphane Grappelli, il violinista del jazz. Uno dei migliori esempi della capacità di coniugare il classicismo europeo alla spontaneità afroamericana. Grappelli significa anche Django Reinhardt, ma qui il discorso si fa lungo. Comunque, scoprire che Grappelli ha suonato Wish You Were Here, se ami quella canzone e sei anche un jazzofilo, è meraviglioso.

Quindi, monetine nel porcellino fino a settembre.

PS. A proposito dei pittori del pop, che Mason abbia ragione lo dice anche Musicradar, che ha votato la miglior copertina della storia: Dark Side of The Moon.  

6 commenti:

  1. allora, punto 1, accostare la parola "pop" accanto a "pink floyd" a parere mio è blasfemia.

    punto 2, il violino di stephane grappelli, alla fine della canzone, ci sta da circa 37 anni.

    punto 3, se oltre alla citazione su django reinhardt, ci mettevi dentro anche jaco pastorius, il tuo quadro anagrafico poteva risultare ancora più completo :D

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  2. 1) Se non è pop, cos'è? Pizzica salentina?
    2) Non lo sapevo. grazie per l'informazione. Avverti tu RockOnLine?
    3) Che c'entra Jaco?

    :)

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  3. 1) mai sentito parlare di rock?

    2) fai più bella figura tu che sei un bravo giornalista e verifichi le notizie :D http://www.google.com/search?aq=f&sourceid=chrome&ie=UTF-8&q=stephane+grappelli+wish+you+were+here

    3) sono rompipalle o no?? :D

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  4. 1) Rock? I Pink Floyd? Non mi convince
    2) Sono un giornalista contemporaneo, la verifica richiede tempo che non ho. E poi, ero sotto choc.
    3) ...

    :)

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  5. siete degli incompetenti. è rock psichedelico.

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  6. bzzzz.... bzzzzz... ci sono zanzare nell'aria, devo munirmi di quelle racchettine elettriche che le fulminano all'istante...

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