Musica, senza steccati

venerdì 6 maggio 2011

You know my name: la geniale follia dei Beatles

Laurenji Bloom, ex collega e gran musicofila, ha postato ieri sul suo Facebook una canzone dei Beatles. Questo il video.



E' pura, geniale follia. Il testo coincide con il titolo, i Fab Four lo ripetono salmodiando su quattro stili diversi. Ci sono vette di comicità assoluta, come quando Paul McCartney canta in stile crooner da night. C'è la rumba, il jazz, urla scomposte, frammenti di balbuzie. Un casino pazzesco.

Laurenji mi ha fatto un regalo, portandomi con il pensiero a un'era geologica fa. Ho ascoltato You know my name per la prima volta quando avevo 9 anni, in una cassetta (Rarities) che mia madre mi regalò insieme a un Greatest Hits e a una biografia dei Beatles scritta da Marco Pastonesi. Aveva capito che mi piacevano, e decise di assecondarmi.

You know my name mi divertiva da impazzire. Poi anni dopo ho scoperto che fu pubblicata come lato B di Let it be. Ora, immaginate un po'. E' il 1970, i Beatles hanno un quarto d'ora di vita, i fan sono disperati, Let it be è un capolavoro profetico (lascia che sia, lascia che il più grande gruppo della storia del pop finisca la propria, di storia) e si annuncia da subito come una delle tante pietre miliari a firma Lennon-McCartney. Uno compra quel disco, ascolta il lato A, si delizia e si strugge. Poi gira la bistecca e scopre il delirio.

Ecco perché sono grandi ancora oggi, quei quattro, e lo saranno sempre. Non solo perché scrissero le più belle canzoni di sempre. Non solo perché erano talenti naturali (guidati dalla sapiente mano di George Martin, che sta a loro come il famoso ingrediente segreto sta al successo della Coca-Cola). Ma anche perché sapevano ridere di se stessi. E chi sa farlo, è un grande.

5 commenti:

  1. Chi non ride mai non è una persona seria.
    (Chopin)

    Sai che c'è anche un'altra verione?

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  2. Che detto da Chopin, tradizionalmente rappresentato come l'icona della malinconia, vale il doppio.

    No, non sapevo di un'altra versione di quella genialata. Me la passi?

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  3. Dei grandissimi. Parole sante!

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  4. è un pezzo fantastico e il suo irrispettoso accostamento a let it be non fa che ribadire il genio bizzarro dei beatles. altra versione??

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  5. L'altra versione è semplicemente un diverso mixaggio, ed è una versione più breve, forse perchè era difficile stampare quasi sei minuti di musica su un lato di un 45 giri.....
    Io l'ho nel già Igor-citato "Rarities", quello vero fatto di vinile.

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