Musica, senza steccati

martedì 14 giugno 2011

Clarence Clemons e la fine di un'epoca

Clarence Clemons ha avuto un ictus. Anche chi non è springsteeniano ha idea di chi sia la montagna nera piazzata sul palco alla destra di Bruce; ecco, da ieri la montagna - Big Man, il suo nome come E-Streeter - ha chiuso con le scene.

Avverto i sedici che mi seguono che sto per fare un post parziale e sopra le righe. Ma non posso farne a meno, preso in una ridda di pensieri avviata dalle mail con i miei amici devoti al culto di Springsteen: Marco, Paolo, Federico. Una profonda mestizia, se non addirittura un'aperta tristezza, ha avvolto tutti noi ieri sera, consci che si chiude un'epoca. Certo, nulla esclude che se ne apra un'altra: c'è stato un periodo in cui Bruce suonava con una band che non era la E-Street, e la multistrumentista Crystal Taliafero mostrava di saper riprendere a dovere i solo di Clarence. Il che non è nemmeno troppo difficile: un sax nel rock non è un sax nel jazz. Ma tutto ciò non aiuta a togliersi di dosso la sensazione di una fine. Per i motivi che seguono:

1) musicali. Ok, non è questione di tecnica. Ma come nel jazz, anche nel rock il sassofono conta per la voce. Senti Coltrane, poi Sonny Rollins e cogli due voci diverse. Senti Big Man, poi Dick Parry e anche lì, due cose diverse. La voce di Clarence, da stasera, è verosimilmente un ricordo.

2) scenici. La E-Street Band ha perso nel 2008 Danny Federici. "Phantom", il suo nickname: era forse il componente meno esposto, gravato dal compito di tessere la tela sonora delle canzoni di Bruce con organi e tastiere. Un lavoro di sottofondo, insomma (ma non per questo meno importante). Clarence, invece, è almeno un quarto della scena di Bruce. Evidente fino alla pacchianeria nei suoi vestiti, presente con percussioni e controcanti quando non deve soffiare nel sax, spalla anche comica nei siparietti con Bruce. Senza di lui, il palco è irrimediabilmente vuoto.

3) affettivi. Passerò per pazzo, ma me ne frego: per uno springsteeniano la E-Street Band va oltre la musica. E' come avere a che fare con amici, che ogni tanto vengono a trovarti e suonano nel tuo salotto. Il loro antidivismo fa molto: nel 1999 ho chiacchierato 10 minuti con Nils Lofgren davanti all'Hotel Principe di Savoia, cercando di estorcergli informazioni sulla scaletta del concerto di quella sera al Forum. Io dicevo titoli, lui dava probabilità. Insomma: gli E-Streeters, per i fan, non sono meno di Bruce. Senza di loro, Bruce ci perde (trovatemi un fan disposto a tornare ai tour del 1992 e 1993 con l'altra band e vi pago una cena da Aimo e Nadia); con loro, è Springsteen. E' un certo suono, una certa intesa. E' quella cosa per cui un corpo formato da più elementi dà vita a un qualcosa che è più della sommatoria degli elementi stessi. Solo che Clarence erano almeno due, di quegli elementi.

4) l'assolo di Jungleland. Più di tutto quanto sopra, sequenza di parole che prova a dare una logica all'illogico sentire di un 38enne colpito da una notizia di argomento musicale, c'è quell'assolo lì. Cinque minuti di poesia sofferta e meravigliosamente tragica. Il ponte musicale tra l'euforia notturna di Magic Rat (il protagonista della canzone) nella giungla d'asfalto e la sua fine malinconica. Note che puoi danzare guancia a guancia con chi ami, o ascoltare in silenzio guardando il profilo notturno di una metropoli. Non ho ancora deciso se l'assolo più bello nella storia del rock sia del succitato Dick Parry o di Clarence in Jungleland. Ma da ventiquattrore non riesco a non pensare che sia il suo.

4 commenti:

  1. Sono in lacrime.
    Paolo

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  2. Mi piace pensare che lo rivedrò sul palco che duetta con scooter fede

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  3. Gran post. Molto sentito e condivisibile da qualsiasi Springstiniano.

    Anche io ho scrito "il mio saluto" sul mio Blog al grande Big Man

    http://langolodelmartux.blogspot.com/2011/06/ciao-big-man-il-tuo-sax-vola-alto-sopra.html

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  4. Grazie Massimo. Non sarà facile immaginare la ESB dopo Clarence. Ma Bruce è stato chiaro, nell'elogio funebre: si va avanti. Vedremo come. Intanto, teniamoci pronti per i biglietti.

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