Musica, senza steccati

giovedì 9 giugno 2011

Les Paul, che la sapeva pure suonare...

07:32 Posted by Igor Principe , , , , , No comments
L'abbiamo fatto tutti, oggi: passare il mouse sul doodle di Google e tirarne fuori i tre accordi possibili (do, fa e sol, a voler essere antipaticamente puntigliosi). Questo perché oggi ci si ricordi che 96 anni fa nasceva Lester William Polfus, più noto come Les Paul, l'inventore di una dei due tipi di chitarra elettrica più diffusi al mondo: la Gibson Les Paul, appunto. L'altra è la Fender Stratocaster.

La storia di Les Paul è bella, e la si può leggere su un vecchio pezzo del Corriere pubblicato alla sua morte, nel 2009. Qualcuno ci può trovare la conferma di una regola piuttosto condivisa nel mondo dell'innovazione, e cioè: vince chi arriva secondo. Sì, secondo: colui che perfeziona un'idea precedente, in questo caso partorita dai signori Fender con la Broadcaster (poi divenuta la ben celebre Telecaster), la prima vera chitarra elettrica solid body (cioè priva di cassa di risonanza) della storia. 

Ma forse, in questa storia, si può parlare di rincorsa. Perché ancora prima della Broadcaster è proprio Les Paul ad andare da mister Gibson con "The Log", il tronco, una chitarra (la faccio facile) a cassa di risonanza alterata per evitare fischi, feedback e amplificatori in eccitazione. Solo che farne un prodotto in serie sembra complicato, e allora Gibson lascia cadere il progetto. Poi arriva mr. Fender. E poi la risposta di mr. Gibson. E poi la riposta di Fender chiamata Stratocaster. Da allora, è il MilanInter delle sei corde, con due partiti poco disposti al compromesso.

Sempre in questa storia c'è una cosa che mi colpisce: Les Paul, la chitarra, sapeva suonarla (eccome: date un'occhiata al video lì sotto). Il che, ad un primo acchito viziato da una conoscenza superficiale della storia dell'artigianato musicale, mi sembra un unicum. I liutai cremonesi non mi sembra fossero anche grandi musicisti; idem per Bartolomeo Cristofori. Per stare sulle tastiere, si può dir lo stesso di mr. Kurzweil. Qui, invece, c'è uno che sa dove mettere le dita. Ora, quanto ciò abbia influito sulla riuscita dello strumento, non lo so. So invece che anni dopo un altro musicista decise di fare qualcosa di simili, prendendo i pezzi migliori di tante Stratocaster e mettendoli insieme. Nacque Blackie, una chitarra leggendaria (checché ne dica Martchelo nei commenti a questo post).





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