Musica, senza steccati

giovedì 7 luglio 2011

Arcade Fire a Milano (con il fantasma di Springsteen)

09:00 Posted by Igor Principe , , , No comments
Volevo andare a vedere il concerto degli Arcade Fire all'Arena di Milano, lo scorso 5 luglio. Poi gli eventi mi hanno travolto e non mi sono interessato dei biglietti. Peccato, perché pur con il limite del solo ascolto di Funeral (regalo di un caro amico) avrei visto volentieri un gruppo che Bruce Springsteen - la mia devozione al quale immagino si sia capita - apprezza molto. Ci ha pure suonato insieme: la loro Keep the car running e la sua State Trooper.

E probabilmente, durante lo show, avrei cercato qualche traccia del buon Bruce nei loro brani. Certo non quelli del citato Funeral, dove non ne indovino mezza. Magari negli altri due dischi, non so. O forse avrei provato a vedere in Win Butler una bestia da palco come il Jersey Devil sa essere. Insomma, istintivamente mi sarei mosso alla ricerca di qualcosa che sento come mio, per farne un amo con cui pescare gli Arcade Fire mettendoli nel secchio dei miei gusti privilegiati.

Il giorno dopo, grazie alle segnalazioni degli amici di FB, a quelle di Martchelo e a quelle della grande Stampa, cerco di farmi un'idea di cosa sia stato il concerto. A giudicare dal caro amico, poteva andare meglio. E anche a giudicare da Bruno Ruffilli sulla Stampa. Il titolo del suo pezzo è un'esca perfetta per me: "Milano, la notte degli Arcade Fire - l'indie rock nel nome di Springsteen". Leggo, e di Bruce si parla in mezza riga così: "Win Butler, che a tratti ricorda Springsteen (in Crown of love, da Funeral)".

Conosco il brano, e non c'è nulla che vi ci riporti. Né la voce, né gli arrangiamenti, né la struttura della canzone. Niente. Penso allora che Butler si sia inventato un'interpretazione da chiaro omaggio a Bruce, qualcosa di radicalmente diverso da quanto si trova in rete (di cui il video lì sotto è il miglior esempio). Proverò a chiedere a Martchelo. Se me lo confermerà, allora Ruffilli avrebbe potuto scrivere del chiaro omaggio; se non me lo confermerà, mi piacerebbe sapere dove Ruffilli l'abbia vista. In ogni caso, quello "Springsteen" piazzato lì nel titolo sa tanto di esca per i cefali facili facili. Come il sottoscritto.

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