Musica, senza steccati

martedì 19 luglio 2011

Le tasche piene di sassi (e certe teste piene di sterco)

02:56 Posted by Igor Principe , , , No comments
Le tasche piene di sassi è una canzone dell'ultimo disco di Jovanotti, Ora. Al primo ascolto mi è sembrata carina, ma non di più. Il classico pezzo lento che ogni album chiede all'ascoltatore come ogni mattina, giunta a metà, invochi una pausa caffè. Inoltre, più nello spirito che nella musica, mi ricordava A te (con la quale il buon vecchio Pachelbel ha un conto in sospeso).

Poi, poche sere fa, ho visto Jovanotti cantarla in una puntata di Hotel Patria e ho scoperto che è dedicata alla madre, da poco scomparsa. Non ho esitato un secondo a rivedermi nel bimbo solo, davanti a scuola, in attesa che la mamma passi a prenderlo per portarlo a casa, magari con la "faccia piena di schiaffi" per una zuffa con un compagno. La canzone mi ha toccato, portandomi a pensare che il giorno in cui anche mia madre sarà altrove da questo mondo io mi sentirò le tasche piene di sassi.

Ho avuto voglia di riascoltarla, stamattina. Così l'ho cercata su YouTube, dove al suo video ufficiale sono stati lasciati commenti. Il primo che si legge, al momento, è questo: "Le chiappe piene di cazzi", apprezzato da altri undici.

Ripresomi dal disorientamento - precipitare dalla sfera celeste in cui albergano le belle canzoni alla greppia di una porcilaia non è cosa da lasciarti indifferente - ho pensato a Winston Churchill e a una sua frase: "Il miglior argomento contro la democrazia è una chiacchierata di cinque minuti con l'elettore medio".

Dagli torto.

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