Musica, senza steccati

venerdì 14 ottobre 2011

Teatro alla Scala: Daniel Barenboim è il nuovo direttore musicale

Daniel Barenboim è il nuovo direttore musicale del Teatro alla Scala. In realtà, il maestro ha a che fare con il Piermarini dal 2006, cioè da quando succedette a Riccardo Muti ma in un ruolo creato ad hoc: "maestro scaligero", forse un modo per non lasciare sguarnito il più celebre teatro musicale al mondo di una guida che non fosse solo quella del sovrintendente. Ufficializzando la carica di direttore, la Scala sceglie la continuità con un calibro di proporzioni titaniche, ed è giusto così: il blasone del teatro invoca un nome di massima sicurezza.

Più che un'analisi musicale - per la quale non ho gli strumenti (è il caso di dirlo), e che, francamente, sarebbe scontato: per dire, vai a trovare un interista che, se in nerazzurro fosse arrivato Xavi, avrebbe storto il naso - mi intriga quella sul piano umano. Barenboim mi aveva affascinato qualche anno fa, quando lo vidi su Rai3 con la West Eastern Divan Orchestra in una serata che il servizio pubblico dovrebbe fare almeno una volta a settimana. Come i grandissimi sanno fare - Leonard Bernstein, per fare un nome - sapeva raccontare la musica. E il racconto della musica, si sa, è ciò che manca per consentirle di raggiungere il più ampio dei possibili pubblici.

Inoltre, Barenboim è un separatore, strenuo difensore di Richard Wagner. Il direttore è argentino di origini ebraiche, e ha passaporto israeliano. Pure, ha sempre sostenuto l'inesistenza dei legami tra la musica del tedesco, l'antisemitismo e il Nazionalsocialismo. Fu lui, e non altri, a dirigere nel 2001 in Israele il preludio di Tristan und Isolde, sdoganando Wagner in terra ebraica. Questo significa una cosa sola: "apertura mentale". La Scala non potrà che beneficiarne.

Poi, Barenboim non è solo un grande direttore ma anche uno degli interpreti più accreditati di Beethoven e delle sue sonate. Le eseguì tutte - sono 32 - proprio alla Scala nel 2007. Qui sotto suona il secondo movimento della "Patetica".

Mettetevi comodi.

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