Musica, senza steccati

sabato 1 ottobre 2011

Una moratoria per Hallelujah

06:56 Posted by Igor Principe , , , No comments
Luca Sofri racconta sul suo blog di una moratoria per Hallelujah. Cioè della richiesta da parte di David Daley, formulata attraverso un pezzo su Salon, che la canzone non sia più violentata con le cover. Tutto parte da un'esibizione televisiva dei Canadian Tenors non digerita da Daley, il quale ha detto "basta" anche in accordo con Leonard Cohen, che di Hallelujah è l'autore, convinto che "forse l'hanno cantata un po' in troppi". 

Ascoltando l'interpretazione dei canadesi in confronto sia a quella di Cohen sia a quella celebratissima (e non a torto) di Jeff Buckley, c'è di che concordare con la proposta, consci naturalmente dell'impossibilità che si realizzi.  Dopotutto, il meraviglioso rischio connaturato alla musica riguarda proprio ciò che da una rilettura può venir fuori. In ambito classico penso a Cesare Picco e al suo Bach to me, dove i Brandeburghesi e altre pagine di Johann Sebastian sono punti di partenza per un viaggio nella contemporaneità. O penso a come Alessandro Baricco raccontò un'interpretazione della Wanderer-Fantasie di Schubert da parte di Sviatoslav Richter: un'esplosione di errori e note casuali così affascinante da sembrare una Guernica al pianoforte (il brano è su Barnum). E non dico del jazz, dove la rilettura è regola. 

Ciò vale anche nel rock, ed è una cosa che io per primo devo accettare, non essendo un fanatico delle cover. Perché se nel jazz, con lo standard, la melodia è lo spunto per inventare musica all'istante, nel rock i vincoli sono maggiori: le parole sono quelle, la melodia pure, l'armonia idem. Puoi lavorare soltanto sull'arrangiamento e sull'interpretazione. E se sei bravo, fai come Buckley con Cohen, o come Hendrix con Dylan, o come Tuck and Patti con Cindy Lauper: crei qualcosa di più bello dell'originale. Se no, l'effetto è quello dei Canadian Tenors, o di quest'insopportabile Yesterday incomprensibilmente massacrata da un film che proprio nella colonna sonora ha un prezioso, emozionante pilastro.

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