Musica, senza steccati

domenica 6 novembre 2011

Se Gateano Curreri ti spiazza con una banalità.

07:16 Posted by Igor Principe , , 8 comments
Se Gateano Curreri ti spiazza con una banalità, ci resti male. Come accadrebbe se lo facesse chiunque sia destinatario di un po' della tua stima. Curreri mi ha spiazzato stamattina.

Ero in auto, in una Milano uggiosa e non trafficata, insopportabilmente calda per essere il 6 novembre ma a suo modo affascinante, vestita della sobrietà di cui è capace l'autunno. Facendo zapping sullo stereo ho incappato nel finale di Grande figlio di puttana, cantata dal vivo su Radio 2. Curreri gorgheggiava rauco (un ossimoro, ne convengo; ma ci riusciva) mentre il gruppo chiudeva il brano con un tiro mica male, a striature funky. Due minuti piacevolissimi, in cui ho pensato che gli Stadio, dei quali conosco bene solo Chiedi chi erano i Beatles, sono quel tipo di gruppo verso cui si prova un'istintiva simpatia pur non essendone fan. Un gruppo di onesti artigiani della musica leggera, capaci e preparati ma tutt'altro che divi. Di quelli che ne incontri il batterista al bar del paese, giù in Emilia, e non lo riconosci se non te lo dice il barman, felice di averlo come cliente abituale. Gente con i piedi per terra, insomma: sanno di esser bravi e non te lo fanno pesare. Impressione confermatami proprio da Curreri, che ho sentito di recente alla presentazione del libro di Gianfelice Facchetti su suo padre: ricordi di infanzia, considerazioni su un calcio poetico e soffocato dal business attuale, pensieri non banali su due uomini nel senso più pieno del termine, cui gli Stadio hanno dedicato una delle canzoni del loro ultimo disco. Il brano si chiama Gateano e Giacinto, e non ci vuole un Mba per capire che si tratta di Scirea e Facchetti.

Pensavo gran bene di loro e di Curreri, in auto, mentre la canzone finiva. Applausi, poi il presentatore chiede al cantante come faccia ad avere quella voce lì. Lui prima fa: "Un amico, Piero Pelù, dice che al posto delle corde vocali ho del filo spinato". Lì per lì mi chiedo che diavolo voglia dire, ma non ho tempo di pensarci perché Curreri prosegue: "Non è che abbia una tecnica, magari ho cercato di tirarne fuori una mia in tutto questo tempo. Diciamo che provo ad usare la voce come uno strumento".

Tiro, gol. Portiere (io) da una parte, pallone dall'altra. Spiazzato da una delle più colossali banalità mai ascoltate in vita mia. Mi sono chiesto se Mina usasse la voce come una caffettiera, Billie Holiday come una pompa per biciclette, Frank Sinatra come un materassino ed Enrico Caruso come un cocktail.

Ho spento la radio. L'umore aveva il colore del cielo.

8 commenti:

  1. ma che hai voluto dire tu ? ma vai a cagare

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  2. Il tuo ragionamento mi sembra riduttivo, non si giudica una persona su due nanosecondi d'intervista. Fossi in te mi documenterei un po prima di strumentalizzare due parole in croce. Ciao.

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  3. Anonimo 1, complimenti al coraggio. E' bello insultare senza firmarsi.

    Anonimo 2, sei fuori strada. Non è un giudizio sulla persona (Curreri resta per me un ottimo artista) ma su una cosa che ha detto. Non erano due nanosecondi di intervista, ma una cosa più lunga. E la strumentalizzazione è usare parole estrapolandole da un contesto; cosa che non ho fatto. Grazie comunque, e davvero, per la civiltà della tua critica. Quasi la stessa di chi ti ha preceduto... ;)

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  4. secondo me ha dato solo una risposta semplice, non banale: come poteva spiegare il perchè di una voce di un certo tipo? Uno la voce se la ritrova, mica puo'farsela, semmai, come del resto ha ammesso, puo' imparare a usarla, ma spiegare questo credo sia piuttosto complicato... è come se si dovesse spiegare perchè camminiamo in un certo modo.....
    Enrica

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  5. Enrica, dissento. Se sei un musicista, in particolare un cantante, sai che la voce è uno strumento. Poi, puoi dire che usi il tuo strumento in un certo modo. Curreri stava infatti spiegando che la tecnica, quindi il lavoro sull'impiego dello strumento stesso, aveva cercato di tirarla fuori. Ecco, se avesse detto "ho una tecnica grezza", sarebbe stato molto meno banale di quanto invece ha dichiarato.
    Ora, non è un peccato mortale. Curreri resta per me un ottimo artista. Questo mio post, su cui è nato un dibattito che non immaginavo, è semplicemente il racconto di come anche chi stimi possa, talvolta, deluderti. Tutto qui. Grazie per la civiltà, anche a te. A presto.

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  6. ... Igor, non per amore della polemica, che per quanto è possibile, cerco di evitare,vorrei però tornare sull'argomento, perchè mi dispiace leggere che Gaetano ti ha deluso....ma secondo te quante volte gli avranno chiesto la stessa cosa riguardo alla sua voce? E' la domanda, secondo me, da definire "banale"! Credo che 'stavolta abbia risposto di getto, senza stare a pensare molto a puntualizzare il concetto. Certo, tu, rispetto a me, sarai piu' ferrato in materia:io sono proprio a digiuno di cognizioni tecniche musicali...il fatto è che le emozioni che trasmette questo interprete attraverso la sua voce, sono tali che, francamente, non mi sono mai domandata in che modo riuscisse ad ottenerla... perciò la sua dichiarazione non mi ha colpito piu' di tanto.....con buona pace di quanti, invece,s'intendono di musica.. spero vorrai scusarmi...
    Enrica

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  7. Enrica, guarda che non c'è nulla di cui scusarsi. E ti garantisco che non sarà una delusione a impedirmi di continuare ad apprezzare le canzoni di Curreri che conosco.
    A presto, e grazie

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  8. Surfando per il wen trovo il tuo blog, lo leggo con gusto. Compliementi, e' scritto molto bene.

    Spezzo pero' la banalissima lancia in favore di Gaetano perche' sono un fan non-fan, un simpatizzante con brio, diciamo.

    Mi sembra un tantino esagerata la tua caduta d'umore per una battutina cosi'.

    Io non scaglio la prima pietra, e con me credo molta altra gente.

    A milano diremmo "Stai sereno!"

    Lunga vita a Gaetano (e alla sua voce-strumento!)


    Dario

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