Musica, senza steccati

martedì 27 dicembre 2011

Alex Ross è un gigante. Il resto è rumore.

06:06 Posted by Igor Principe , , , 2 comments
L'immagine lì accanto ritrae i regali che Cristina, mia moglie (non siamo sposati, ma due figli e una casa in comproprietà mi consentono l'ardire di chiamarla così), mi ha fatto a Natale. I dischi - Rio e Orvieto, quasi una geografia della musica - glieli ho chiesti esplicitamente, cosa che non mi ha comunque privato del piacere di spacchettarli, immaginarne il contenuto e godermi l'attesa dell'ascolto. Il libro, invece, è stato una sorpresa. Cioè: le avevo accennato dell'idea di prenderlo parlando delle centinaia di cose che si vorrebbe leggere, nei momenti irrazionali e bugiardi in cui senti di avere le forze per sconfiggere il tempo piegandolo alla tua volontà. Ma di sicuro non l'ho messo nella letterina a Babbo Natale. E meno male che il pomeriggio del 23, dedito agli ultimi acquisti, non ho ceduto alla tentazione di regalarmelo: l'avevo tra le mani, e riporlo sullo scaffale è stato un gesto non facile da compiere.

Il libro, come si vede dalla foto, è Il resto è rumore, di Alex Ross. Lui è tra i critici musicali più autorevoli al mondo, ed è una miniera di segnalazioni per chi lo segua su Twitter (@alexrossmusic). Soprattutto, è un gigante della divulgazione. Il resto è rumore parla della cosa apparentemente più lontana dalla vita quotidiana di tutti noi: la musica contemporanea, intesa come la musica classica del Ventesimo secolo. Parla di atonalità e dissonanze, cioè di elementi sonori capaci di agire come grattugie sui nervi e sui timpani. Parla di opere come Salome e Wozzeck (che non è come raccontare Traviata o Le Nozze di Figaro), e di Cinque pezzi per orchestra (che non è come discettare della Danza delle ore).

Come dice il titolo, parla di rumore. Ma in un modo tale da montarti la voglia irresistibile di ascoltarlo. Ross sradica la musica contemporanea dalla nuvola su cui si è eclissata, e alla quale hanno accesso solo gli accoliti, e la fa rituffare nel rumore da cui è nata: quella del Ventesimo secolo, della violenza di due guerre mondiali, dell'industrializzazione, dei totalitarismi. La musica contemporanea è figlia di un caos umanissimo, e Ross ti racconta quanto altrettanto umanissima essa sia.

Il libro non è semplicissimo: forte di una preparazione tecnica da musicista, l'autore parla di note, di scale esatonali, di accordi diminuiti, di tritono. Tuttavia, anche chi non abbia una conoscenza musicale di base può godersi pienamente le oltre 800 pagine di questo tomo formidabile, scritto con grazia e acume, mai sussiegoso o riservato agli addetti ai lavori. E poi, per capirci di più, c'è il blog nato dal libro, con una guida all'ascolto puntuale e preziosa.

Chiudo con quella che avrebbe dovuto essere una premessa: non l'ho letto tutto, ho cominciato due giorni fa e sono a pagina 146, dove si parla di "Stravinskij e la Sagra". Ma non vedo l'ora che un teatro milanese programmi Wozzeck. E se un libro fa venir voglia di ascoltar Alban Berg, allora è un gran libro.

2 commenti:

  1. alberto formichella29 dicembre 2011 03:27

    Se un blog si fa leggere come fosse un libro e tra colori, emozioni e sinceri aneddoti di vita riesce a dispensare consigli, che ti vien voglia di seguire ogni volta... Non so se è un gran blog.
    Sicuramente però il suo autore è una gran bella persona.

    RispondiElimina
  2. Certi lettori lo sono di più. Grazie, buon anno!

    RispondiElimina