Musica, senza steccati

giovedì 22 dicembre 2011

Il Grammy postumo a Steve Jobs

07:28 Posted by Igor Principe , , , , No comments
Come si legge su Rockol, Steve Jobs sarà insignito di un Grammy postumo. La motivazione ufficiale è "aver contribuito a creare prodotti e tecnologie che hanno trasformato il modo di consumare la musica, la televisione, i film e i libri".

Lo scrivo per la mia nonna, che mi legge ma non lo sa: i Grammy Awards sono i più importanti riconoscimenti americani dell'industria musicale. Che Steve Jobs (chi sia, questo la nonna lo sa) vi rientri, ci sta: iPod e iTunes sono strumenti di consumo della musica e veicolo di diffusione di prodotti dell'industria delle sette note. Protestare per un Grammy dato - pure postumo - a chi musicista non è suonerebbe come un eccesso di formalismo. E i formalismi possono essere fastidiosi. Me ne viene in mente uno - legittimo, per carità - grazie al quale Nino Rota non potè competere con la colonna sonora del Padrino agli Oscar (e cavolo se l'avrebbe vinto): aveva già dato lo stesso tema, anche se arrangiato molto diversamente, ad un altro film.

Superata la forma, andiamo alla sostanza: è giusto quel riconoscimento a Jobs? Io dico di no. Non discuto la grandezza innovativa di mr. Apple, né il suo oggettivo apporto ad un profondo cambiamento nella fruizione della musica, sia sul piano dell'ascolto sia su quello della composizione (mi riferisco a GarageBand). Ma non riesco a non vedere che Jobs, con iTunes e iPod, ha perfezionato intuizioni di altri (Shawn Fanning, il papà di Napster) a loro volta basate sul genio di altri ancora (Leonardo Chiariglione, cioè mr. mp3).

Ecco, se dovessi pensare a un Grammy tecnico industriale, lo darei prima a Chiariglione. E, molto postumo, ad Akio Morita. Il riconoscimento di Jobs mi sembra un ulteriore passo di una liturgia celebrativa cominciata il 5 ottobre scorso, e che forse è il caso di concludere.

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