Musica, senza steccati

giovedì 19 gennaio 2012

Il nuovo singolo di Bruce Springsteen: We take care of our own

Le notizie che trapelano sul quel che sarà il nuovo disco di Bruce Springsteen (Wrecking Ball è il titolo dato per certo) dicono di un album arrabbiato e con sonorità inedite rispetto a quelle cui il Jersey Devil ha abituato i suoi fans. Sono uno di loro, e questa cosa mi fa piacere: parlando proprio del disco in uscita, ho scritto di sperare che Ron Aniello, il produttore, non abbandoni il lavoro del suo predecessore Brendan O' Brien sulla "quantità di suono", che da The Rising a Working on a Dream è andata via via aumentando.

Il nuovo singolo, We take care of our own, mi fa ben sperare. Poi un giorno parleremo dei testi; per ora, quanto alla musica, trovo un pezzo rock classico (tre accordi) ricco di strumenti (chitarre elettriche e acustiche; basso e batteria pieni e tirati; pianoforte, organo, archi; campionamenti ritmici diffusi), un riff immediatamente assorbito dalle orecchie, una esperta collocazione dei tempi di movimento e di stasi del brano, dove questi ultimi preparano l'esplosione dei primi. Non è un brano innovativo, tutt'altro; l'innovazione è nell'indie-rock o in altri territori.

Tanta inutile magniloquenza, ad ogni modo, è riassumibile in tre parole: canzone da stadio. We take care of our own sarà forse l'apertura dei prossimi concerti (con Springsteen non si sa mai, capace di iniziare con sue cose del '73). Già mi vedo San Siro, il 7 giugno, tremare sotto i salti dei convenuti. E, del tutto acriticamente, non vedo l'ora!

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