Musica, senza steccati

martedì 3 gennaio 2012

Pianista spagnola suona e rischia il carcere

01:41 Posted by Igor Principe , , No comments
La storia della pianista spagnola che rischia il carcere a causa delle ore di esercizio casalingo è uno spiacevole quanto ridicolo parossismo. Leggendo il pezzo di Lettera43 mi sono ricordato delle volte - poche, per fortuna - in cui dal piano di sotto mi è stato chiesto di interrompere lo studio del pianoforte perché disturbava. Io non mi sono mai arrabbiato: era l'occasione per andare dagli amici a tirar calci a un pallone. Ma mia madre si irritava non poco, minacciando azioni condominiali.

Di sicuro - e questa è la vera assurdità della vicenda - il pubblico ministero che ha preso in carico la questione sta sbagliando tutto. Non si porta in sede penale una questione civile, e soprattutto non si chiedono sette anni di carcere per disturbi alla quiete pubblica (o inquinamento acustico, mettetela come volete). Kafka era più realistico.

Poi c'è la questione dei decibel. Il limite spagnolo è di 30, a quanto si legge. Ho cercato il dato per l'Italia trovando un'altra assurdità: pare che il limite consentito di disturbo sia di 3 db. Una foglia che cade emette un rumore di quell'intensità. L'Italia è dunque un paese con uno straordinario potenziale di litigiosità condominiale per ragioni eminentemente pianistiche.

Resta, comunque, il problema di avere un condomino musicista. Una delizia, se è capace (la spagnola studia in Conservatorio, il che lascia supporre una certa perizia e, di rimando, la stupidità di chi l'accusa); uno strazio, se non ci sa fare. Anni fa mi capitava di studiare a casa di un amico, il cui inquilino del piano di sopra insisteva nello studio del pianoforte senza capire di non averci la benché minima predisposizione. E non è che suonasse Liszt: i suoi esercizi consistevano nell'affrontare i classici della canzone italiana, scelti con cura per la facilità delle armonie. La hit era Ricordati di me, romantica quanto si vuole nella comodità dell'eterno giro di DO. Il vicino la suonava straziandola, e grazie a lui ho odiato per anni Venditti, riappacificandomi grazie a Cristina e a un cd che lei amava ascoltare quando ci si stava conoscendo per bene.

PS: c'è un'altra cosa, di quella storia, che non mi torna. Ed è l'attacco del pezzo: "Chi non nasce con il talento di Mozart o di Beethoven, ma di musica ha deciso di vivere, è costretto a ore di costante esercizio". Attacco facile, e più che mai falso. La verità sta in Thomas Alva Edison: "Il genio è per l'1% ispirazione e per il 99% traspirazione". In altre parole: tutti i più grandi hanno studiato come matti.

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