Musica, senza steccati

mercoledì 22 febbraio 2012

Adele, dai Brit Award al pianto

07:24 Posted by Igor Principe , , , 4 comments
Adele ha dominato anche i Brit Award, vincendo nelle categorie più importanti. Il suo disco, 21, è dunque il maggior successo del 2011, trainato dall'irresistibile groove di Rolling in the deep (immutato anche nella versione acustica del Live at Largo) e, soprattutto, dall'avvolgente malinconia di Someone like you.

E' questa la vera hit di 21, il brano che a tutti piace e che tutti fa piangere. Pare che dietro vi siano precise basi scientifiche - per quel che di preciso e scientifico possa esprimere un'arte quale la musica -, studiate da alcuni ricercatori e riportate dal Wall Street Journal (ne parla ampiamente anche il Post).

L'interruttore della commozione ha un nome, ed è l'appoggiatura. In musica appartiene alla categoria degli abbellimenti: nel link a Wikipedia trovate ben spiegato cosa sia e come funzioni. Someone like you ne ha molte, e secondo la teoria ci commuovono perché costituiscono deviazioni nell'armonia complessiva del brano. In altre parole, sono una sorta di elemento che ci sorprende, ci destabilizza e quindi ci manda in lacrime.

Per quel che vale, non ne sono persuaso. Non lo sono in termini generali - non mi convincono i tentativi di rinchiudere un'emozione in un'equazione - e non lo sono riguardo alla canzone di Adele. Certo, anche io mi sono commosso dopo averla ascoltata; ma si trattava di un'esecuzione precisa, quella della Royal Albert Hall alla fine della quale era la stessa Adele a piangere pensando a quanto dal dolore di quel brano la vita le sia cambiata in modo inimmaginabile. Quando non conoscevo la storia, la ascoltavo e mi piaceva. E basta.

E' proprio l'idea di rendere oggettivo ciò che è profondamente soggettivo - ognuno di noi ascolta musica con le proprie orecchie - che non mi convince. Cito quattro esempi personali:

- Beethoven, Sinfonia n. 9. Quando gli archi anticipano il tema dell'Inno alla Gioia, in particolare con i violini sul tema e i violoncelli in contrappunto, io mi commuovo. Non riscontro appoggiature.
- Lucio Dalla, Anna e Marco: "Ma l'America è lontana, dall'altra parte della Luna". Mi commuove l'immagine, non le appoggiature (che non ci sono)
- Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Dove vanno i marinai: "Su questa rotta inconcludente, da Genova a New York". Ci vedo l'immigrazione del Novecento, drammatica e poetica. Mi commuove la Storia.
- Bruce Springsteen, Thunder Road: mi bastano le prime due note di armonica per piangere come un vitello. Questa canzone è la mia vita. E più la vita passa, più si gonfia di esperienze, gioie, dolori, rabbie, sollievi, sorprese, disincanti, più questa canzone mi dice che sto vivendo. E mi commuove.

Bando alle equazioni sentimentali, quindi. Ma non è un caso che una teoria come quella sia stata raccontata da un giornale come il Wall Street Journal, per il quale contano soprattutto i  numeri.

4 commenti:

  1. sigh... sob... buaaaaah... ;)

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  2. Dire che "bastino" delle appoggiature per rendere più commovente un brano sarebbe come dire che per fare un bel film di guerra ci vuole tanto sangue. Indubbiamente molte componenti contribuiscono a migliorare il risultato nella direzione sperata (più chitarre distorte per dare più potenza, accordi semplici e strutture formali chiare per rendere più orecchiabile il brano, ecc). Ma si parla pur sempre d'arte: se a tizio sta sulle palle Adele, tizio potrà essere la persona più sensibile del mondo alle appoggiature, ma la canzone non gli piacerà, figuriamoci commuoversi.
    Al di là della questione di soggettività, cmq cercare l'elemento specifico in un ambito così complesso è abbastanza inutile: il semplice uso di abbellimenti non rende migliore il pezzo, quanto la capacità di usarli al momento giusto e nella giusta quantità, abbellimenti, cadenze d'inganno, ma soprattutto l'utilizzo di tensioni in maniera... armoniosa.
    Tra qualche decina d'anni finalmente scopriranno la ricetta perfetta per fare la canzone perfetta. E probabilmente sarà una brutta canzone. Perfettamente brutta.

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  3. Commento bellissimo, di cui condivido anche le parentesi. Grazie, MaurizioB

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