Musica, senza steccati

martedì 28 febbraio 2012

Beethoven e l'anima del mondo (cercando Schubert)

In realtà oggi non volevo parlare di Beethoven, men che meno dell'anima del mondo. Volevo parlare di Schubert partendo da un articolo che ho leggiucchiato di fretta su La Lettura del Corriere due domeniche fa. Volevo partire da lì per una considerazione sull'Incompiuta, sugli Improvvisi e su quanto la musica del buon Franz sia spesso caduta, anche per caso, nelle cose che ho fatto. Ma Cristina è passata per casa armata di Swiffer, e l'inserto è sparito. On line non si trova, e non capisco perché nel 2012 un periodico selezioni cosa pubblicare in rete e cosa no. Si metta tutto, diamine. Tanto si sa che non è selezionando che aumentano le vendite.

Comunque, cercando il pezzo ho messo un annuncio su Twitter: AAA, cercasi Schubert (non ho aggiunto disperatamente, ché Susan nulla c'entra pur avendo una sua dignità socioculturale). C'è stato uno scambio di battute con colui che io chiamo Magister Paganius, giornalista di razza e maturo springsteeniano (con un unico, irrimediabile difetto: è profondamente milanista), il quale mi ha segnalato sullo stesso numero un pezzo su Giorgio Colli, il quale cita Beethoven come "l'unico che svela l'anima del mondo".

Svelare l'anima del mondo. Un concetto impalpabile e titanico. Un viaggio intellettuale che mi porta a quanto Vito Mancuso scrisse sulla musica. E, inevitabilmente, proprio a Beethoven e a un'esperienza di qualche tempo fa, quando un caro amico mi coinvolse in un suo corto chiedendomi di curarne il soundtrack, scegliendo alcune musiche e scrivendone altre. Il risultato è qui, ed è una delle cose di cui vado più fiero.

La storia racconta di un uomo con "la bestia dentro", e di come alla fine ne sia vinto. Nel momento topico, c'era da affidarsi alla classica, e io ho proposto il Beethoven nel video lì sotto. Fu una decisione istintiva, forse dettata dal fatto che quelle note suonavano in casa quando, anni fa, io e mio padre ricevemmo una brutta notizia. Sta di fatto che l'ultimo passo me lo sono immaginato con quella colonna sonora. E chissà che in quel momento ci sia svelata davvero l'anima del mondo.



PS. Quello nel corto sono io. Ecco, magari di questo vado un po' meno fiero. Ma l'amico ha molto insistito. E alla fine, mi sono divertito.

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