Musica, senza steccati

martedì 7 febbraio 2012

I 60 anni di Vasco Rossi

03:38 Posted by Igor Principe , 1 comment
Vasco Rossi compie 60 anni. Lontano da lui, dalla sua poetica e dalla sua musica, mi sento - per quel che vale - di fargli gli auguri. Vasco è, per quanto mi riguarda, il campione di quella categoria di autori le cui canzoni "sai, anche se non le hai".

In un certo modo, con Vasco e le sue canzoni sono cresciuto. Ero alle elementari quando cantò a Sanremo Vita spericolata, e il giorno dopo eravamo tutti lì a cianciare con cantilena infantile: "Oh, hai visto come era droga-a-to?".

Ero un po' più grande quando, in un'estate trascorsa dai parenti a Foggia, ascoltai un po' di suoi dischi grazie ad Antonio, cugino di mamma, che ne era appassionato; e ricordo che Toffee non mi dispiaceva.

Ero ancora un po' più grande quando percepii il tangibile entusiasmo degli amici reduci dal concerto di Vasco a San Siro. Correva il luglio del 1990, e proprio quell'estate capii che se volevo riscuotere un seguito nei falò chitarrosi sulle spiagge di Capo Vaticano dovevo imparare Albachiara e Ogni volta (in effetti, qualche effetto fu sortito).

Negli anni a venire, sempre Vasco intorno a me: Gli spari sopra, Gli angeli, Gabry. Canzoni che sai, che ti ritrovi a canticchiare, che girano nell'aria entrandoti nelle orecchie per non uscirne più. Non credo vedrò mai un suo concerto, non credo andrò a comprare un suo disco: se dovessi ritrovarmi a cantare a squarciagola "generazione di sconvolti che non ha più santi né eroi", mi ritroverei a ridere di me stesso. Non perché trovi ridicolo quel verso, ma perché non mi appartiene: quello non sarei io, ma una copia contraffatta.

Pur lontano galassie dal mio vissuto personale e musicale, credo che Vasco gli auguri se li meriti. Sia per questa sua capacità di "essere nell'aria"; sia, più personalmente, per aver scritto due canzoni bellissime. Una l'ha cantata Patty Pravo, e avrebbe dovuto stravincere Sanremo nel 1997 (vinsero i Jalisse, e ho detto tutto). L'altra, dopo di lui, l'ha ricantata Fiorella Mannoia. Ed è capace di raccontarmi i Balcani e la loro tragedia più di quanto faccia, esplicitamente, un brano come Miss Sarajevo.

1 commento:

  1. alberto formichella14 febbraio 2012 06:51

    Caro Igor, quando incontrai i tuoi pensieri su questo blog mi ricordo che ti chiesi scherzando, visto che mi trovavo in totale sintonia con te per non perdere quella condizione, di non parlare male di Vasco o di avvisarmi preventivamente, perchè ne avrei sofferto.
    Nello scherzo chiaramente non ho nascosto la mia passione per il signor Rossi e ti ringrazio per aver pubblicato questo tuo bel post.
    "Siamo solo noi" Vasco la scrisse (e l'ho scoperto di recente attraverso il bel docufilm "Questa vita qua") pensando non tanto alla sua di generazione/condizione, ma a quella di Massimo Riva suo chitarrista e amico fraterno di diversi anni più giovane.
    La collaborazione con Patty Pravo avrebbe potuto avere un seguito, se la canzone non fosse stata esclusa dalla gara, anche al festival di quest'anno.
    Ti allego il link in cui la interpreta lui stesso.
    Per me è la sintesi perfetta della capacità comunicativa ed espressiva del buon Vasco.
    E mi da come l'idea che la sua capacità di portarti in empatia con lui sarebbe stata la stessa anche se avesse fatto il panettiere.
    Per fortuna fa canzoni, così il pane posso non andarlo a comprare a Zocca :)
    E' questa credo, come in fondo lo è per tutti i grandi artisti, la sua vera grandezza.

    http://www.youtube.com/watch?v=rx1wVBEnwpc&feature=related

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