Musica, senza steccati

lunedì 20 febbraio 2012

Joseph Arthur: Graduation cum laude

04:58 Posted by Igor Principe , , , No comments
Oggi mi sono ricordato di Joseph Arthur, scoperto grazie a un post di Martchelo. L'occasione me l'ha data un gioco su Facebook: 30 Giorni di musica. Per ognuno di essi devi indicare una canzone: quella che ti piace di più, quella che ti ricorda un luogo, quella della band che odi, quella che ti rende allegro. Cose così.

Oggi è il giorno 13, e la canzone da segnalare è una che si conosce da poco. Volevo postare Rolling in the deep, ma poi ho pensato che di Adele s'è parlato tanto (e da par mio tornerò ancora sull'argomento, grazie al Post). E allora ho passato in rassegna i dischi - non molti, in verità - scoperti negli ultimi mesi, accorgendomi di questa autentica perla: The Graduation Ceremony.

Si tratta di un album che vive nella cerchia dell'indie, ambito per me rischioso: quelle volte che mi ci sono addentrato, ho trovato molta innovazione ma anche molta ossessione per l'innovazione stessa, come se per contratto una band o un artista indie debbano scrivere canzoni complesse nell'armonia e negli arrangiamenti. Ho notato, in altre parole, una disattenzione per ciò che, a mio avviso, rende grande un brano: la semplicità.

Joseph Arthur, in questo disco, fa quadrare il cerchio. Riesce anzitutto a non rendere noioso un disco di ballate. Poi riesce a scrivere e arrangiare i pezzi in modo non scontato, affidandosi ad armonie non banali e a suoni antichi (alla fine, domina la chitarra acustica) ma non vecchi. Infine, riesce a farti entrare in testa le canzoni da subito, come fossero facili hit da mainstream.

Certo, non parliamo del primo arrivato. Arthur è sulla scena da molto tempo e ha formato un trio con un signore di nome Ben Harper e un altro di nome Dhani Harrison (figlio di tale George). C'è mestiere, e tanto, dietro la sua musica. Che forse meriterebbe di essere un po' più divulgata.

Insomma, la canzone del giorno 13 è sua, ed è quella nel video.

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