Musica, senza steccati

venerdì 10 febbraio 2012

La musica del caso

06:12 Posted by Igor Principe , , 2 comments
Cito Paul Auster, oggi, per raccontare un'altra storia con risvolti personali. Credo che allo scrittore americano sarebbe piaciuta.

Tutto parte da una puntata di Mammamia che settimana,  un programma pomeridiano in onda su La7D. L'Aigam, di cui ho scritto in passato anche su questo blog, mi informa che Federica Braga, una delle sue principali docenti, sarà ospite in una puntata. Federica è anzitutto una delle mie più care amiche, sicché mi organizzo per non perdermela.

Poi accade che me la perdo, travolto dal lavoro. Il giorno dopo mi contatta su Facebook Maria Luisa, anche lei amica di antica data. E mi racconta della puntata, in cui lei stessa è ospite tra il pubblico. Scopro che Federica è una degli esperti che collaborano al sito fondato da Maria Luisa (Whymum.it), e inevitabilmente mi sorprendo delle coincidenze: due care amiche d'infanzia - Federica compagna di studi musicali, Maria Luisa con me alle elementari - unite dal mondo del lavoro.

Capisco anche che non posso perdermi la puntata: la cerco on line, la trovo, la guardo. Si parla di attitudini musicali dei bambini, e chi meglio di Federica come ospite? Prima di lei, però, parlano gli ospiti. Maria Luisa racconta di sé e di come i suoi figli siano attratti dalla musica. Il suo intervento si aggancia all'Aigam, e la parola passa a Federica.

Se volete capire cosa sia l'attitudine musicale di un bambino, consiglio di ascoltare quel che Federica dice con estrema chiarezza. Io - lo confesso - dopo un po' ho pensato ad altro. Un po' perché conosco le teorie di Edwin E. Gordon e il lavoro dell'Aigam. Un po' perché un'altra musica mi ha travolto: la musica del caso.

Se suono uno strumento è un po' grazie a Maria Luisa. In un giorno di autunno del 1981 sua mamma racconta alla mia dell'esistenza di una scuola, la Casa delle Note, in cui si insegna musica ai bambini secondo un metodo didattico giapponese di nome Yamaha (sì, quella delle moto). Sua figlia lo frequenta e si diverte un sacco. Mia madre mi chiede se mi andrebbe di fare altrettanto, e io abbozzo un sì. Il giorno dopo, sono a lezione con Maria Luisa. Il giorno successivo, sono a lezione da solo (non so perché, ma invece di frequentare una classe ho cominciato con lezioni individuali). Da quel momento, sono un alunno della Casa delle Note.

Un paio d'anni più tardi Yamaha porta in Italia i corsi di composizione per bambini. Basta suonare Mozart o Kulhau: provate voi pupi a inventarvi qualcosa. Ci provo, ma stavolta in una classe. Dove conosco Federica e ne divento amico.

Poi le strade si dividono: lascio Maria Luisa con la quinta elementare, e Federica quando lei viene ammessa in Conservatorio. Passano anni. Molti anni. In un giorno del 1994 o del 1995, al Politecnico di Milano, seguo una lezione di Montanelli agli studenti. Al termine, incrocio lo sguardo di una ragazza e reciprocamente lo sosteniamo per qualche secondo. Poi lei guadagna l'uscita. Io ci penso qualche secondo e realizzo: "Maria Luisa!". La sera cerco il suo numero sull'elenco, pensando abiti ancora laddove, molti anni prima, festeggiava i suoi compleanni con feste molto belle e panini dolci eccezionali. Chiamo, risponde credo sua sorella. Non dico il mio nome. Lei arriva e mi fa: "Pronto, Augusto?". "No, sono Igor. Ricordi?". E si comincia a parlare del più e del meno. Una piacevole telefonata, e poi ancora ciascuno per fatti propri.

(Tenete a mente Augusto, è importante)

Pochi anni dopo, credo nel '97, faccio un salto alla Casa delle Note a trovare un po' di vecchi amici e insegnanti. Scopro che Federica è lì, e che ci lavora. Vado a salutarla, ed è un piacevole incontro. Pochi mesi dopo, ci si incrocia in università. Cominciamo a frequentarci, e io conosco il gruppo dei suoi amici. Tra di loro c'è Augusto. E c'è Cristina.

Pochi anni dopo, spulciando tra le vecchie foto di Cri, vedo un volto noto: "Maria Luisa!". E scopro che lei e Augusto sono stati compagni di università. Di colpo, realizzo chi fosse l'Augusto della telefonata. Ora Augusto è mio cognato, in quanto "marito" della sorella di Cristina.

Vien da pensare "Quando si dice il caso". Ma in questo caso è La musica del caso. Perché in questo piccolo vortice di coincidenze c'è molta musica: quella con cui Maria Luisa mi ha portato alla Casa delle Note; quella con cui ho conosciuto Federica, e grazie a lei Cristina (e quella che Augusto per un po' ha studiato pure lui, magari marginale rispetto al filo rosso di questa storia, ma pur sempre musica).

Poi dice "La musica può cambiarti la vita". Come fai a dire di no?

2 commenti:

  1. igor, che post stupendo!! e quanti ricordi!! e io sono quella maria luisa (che all'epoca rifiutava di essere chiamata Pipa, il mio soprannome di sempre)che poi dal mitico organo e' passata al pianoforte e poi alla chitarra classica. Non ai vostri livelli ma con credo lo stesso amore. Che bello quando il caso fa incontrare di nuovo...aggiungo, poi, che tu eri il bambino piu' carino e con la voce migliore della scuola. Nel tuo racconto mancano solo i ricordi dei nostri spettacoli alle elementari scritti dal nostro grande maestro Lami, che nella mia vita ha sicuramente lasciato un'impronta importante...

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  2. Grazie! Due cose soltanto:
    - sul maestro Lami dovremmo scriverci un libro. Un post non basta per spiegare l'imprinting che ha avuto su di noi, e la sua importanza
    - sul fatto che fossi carino e intonato, hai fatto bene a usare l'imperfetto per entrambi i casi ;)

    (A quanto mostra La7D, invece, nel tuo caso si può continuare a usare il presente. Ok, la voce non l'ho sentita, ma se sei stata presa nel coro di donne incinte...)

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