Musica, senza steccati

venerdì 24 febbraio 2012

L'outing di Enrico Ruggeri

06:43 Posted by Igor Principe , , 1 comment
Enrico Ruggeri ha fatto outing, confessando su Facebook che il suo disco è un flop. Il cantautore ha postato sulla sua fanpage alcune righe quanto mai chiare: "il mio disco non sta andando bene", "tutti mi fanno i complimenti, tutti dicono di averlo ascoltato, ma le vendite sono molto più basse della mia media". Parole pesanti - precedute dalla considerazione di come i dati di vendita normalmente dichiarati da cantanti ed etichette siano quasi sempre gonfiati - che hanno giocoforza aperto il dibattito. E - a quanto scrive Matteo Cruccu sul Corriere - che non sono piaciute all'entourage di Ruggeri (che oggi, sempre sulla fanpage, ne precisa il senso).

Leggendole, mi pare che non ci sia molto da chiarire: il disco - Le canzoni ai testimoni, una selezione dei suoi migliori brani rilette da altri cantanti con nuovi arrangiamenti - non va. Piuttosto, il punto mi sembra un altro, e mi piace sintetizzarlo con una citazione (a memoria) tratta da Master & Commander (film che mi piace molto): "Signori, in che tempi meravigliosi viviamo". Lo dice il capitano Jack Aubrey quando due marinai gli mostrano lo scafo dell'Acheron, la "nave fantasma" francese con cui si misurano gli inglesi, sottolineandone le innovazioni tecniche.

Ecco, i nostri tempi meravigliosi sono quelli in cui un cantautore piuttosto noto e con un certo seguito può permettersi di uscire dalle convenzioni, di scardinare il meccanismo omologante del "tutto splendido, tutto magnifico" su cui girano gli ingranaggi dello show business, di contraddire l'ordine di scuderia e, per mezzo di un social network, parlare direttamente ai fan chiedendosi: "Ma se tutti voi mi dite che il disco è bello, com'è che lo comprano così pochi?".

Ruggeri si chiede se non siano molti degli stessi fan a scaricarlo a gratis (e non è da escludere). Lui stesso non sembra contemplare la possibilità che sia in streaming sulle piattaforme legali (io sono abbonato a Play.me); ma se c'è una logica, i dati di ascolto dovrebbero essere noti all'artista e alla casa discografica come quelli di vendita. Quindi, lasciamo da parte questi aspetti. Quello che mi colpisce di tutto ciò è invece la forza innovativa del rapporto con i fans, possibile grazie alla nascita dei social network. Certo, Ruggeri sa come usarli (così come Vasco, o Ligabue): non li adotta come mera vetrina, ma come piazza in cui scendere e dialogare. E in cui dire di un problema, se il problema esiste.

Qual è il risultato? Che la cosa è così nuova da spingere il Corriere a parlarne; da indurre un lettore come me a leggere la fanpage; da indurre un curioso come me ad ascoltare il disco. Più di un comunicato stampa, poté la sincerità.

(E intanto, mi riascolto quel suo piccolo capolavoro nel video, nell'originale dell'unico Sanremo di cui ho un ricordo affettuoso)

1 commento:

  1. Non penso che il semplice parlarne giova come si dice. Comunque ha avuto coraggio! Diciamocelo che molti utenti della rete perdono tempo e si aggiungono nelle pagine o addano gli amici a cavolo! A vedere la rete sono tutti appassionati di musica poi non spenderebbero un euro e la ascoltano a tcempo perso scegliendo tra file ammassati...

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