Musica, senza steccati

giovedì 15 marzo 2012

Come si scopre la musica? (O dell'arte di Franz Schubert)

02:00 Posted by Igor Principe , , No comments
Come si scopre la musica? La risposta più scontata è: così, per caso. La scopri, senza accorgertene, già nel ventre di tua madre; la riscopri quando ti incanta davanti alla tv (come accadeva a me con la Gazza Ladra); la scopri ancora entrando in una stanza dove tua zia fa suonare una cassetta con Penny Lane; o con un amico dei tuoi cui chiedi di provare per la prima volta una cuffia, e lui fa partire Tchaikovsky. O ancora, con tuo padre che ascolta fino allo sfinimento Harry Belafonte e Ray Charles

Se però dovessimo immaginare un modo istituzionale, una regola secondo la quale chi di musica sia a totale digiuno può conoscerla in un modo ufficiale, a quale artista dovremmo rivolgerci? Una regola consuetudinaria porta a Mozart, a Beethoven e a Bach, e a quanto segue: Eine Kleine Nachtmusik e le Variazioni su un tema facile facile; Quinta sinfonia e Per Elisa; Toccata e fuga in re minore. Musiche i cui incipit sembrano incardinati nel Dna di ciascuno di noi. Ma proviamo a romperla, quella consuetudine, e pensiamo ad altri. Mi ci metto, e finisco a Franz Schubert

Anche Schubert ha un cardine nel nostro Dna, ed è la sua Ave Maria. Ma fuori dalla genetica, sembra si presti particolarmente al ruolo di apripista nel mondo della cosiddetta musica classica. L'esperienza personale mi porta a ricordare che il suo Improvviso n.2 Op. 90 è stato il primo brano classico che non ho dovuto, ma voluto studiare. E quando una cosa la vuoi, è un po' come scoprirla. 

Poi ci sono i fatti oggettivi. Penso a Massimo Mila, storico e critico musicale tra i maggiori del Novecento, che raccontava di come cercasse di instillare un minimo di interesse per la musica in Cesare Pavese: "In un supremo tentativo di convertirlo alla musica, gli avevo fatto il solito colpo dell'Incompiuta, che m'era sempre riuscito con altri refrattari. Chi può resistere all'uscita del secondo tema nei violoncelli? Macché! Aveva ascoltato con indifferenza, tormentandosi i capelli, e annuendo di mala voglia". A Pavese, dice sempre Mila, piaceva Under the shadow of the old apple tree, di Duke Ellington.

Quel secondo tema è poi una delle poche cose di musica che si incontrano leggendo di Montalbano, il quale lo canticchia nel Cane di terracotta. E la stessa, meravigliosa sinfonia guida Tom Cruise alla ricerca del crimine preventivo di fronte a un grosso tablet. E ancora, eccola riaffiorare dove meno te l'aspetti.

Mi viene in mente anche Kubrick, con il Trio e la Danza tedesca in Barry Lyndon. Ma preferisco fermarmi all'Incompiuta. Mentre scrivevo questo post, la riascoltavo. 

Diavolo se aveva ragione, Mila.

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