Musica, senza steccati

giovedì 1 marzo 2012

La più bella canzone di Lucio Dalla

08:15 Posted by Igor Principe , 1 comment
A uno sguardo su Facebook, Twitter e Google+ di oggi, sembra che tutti amassero Lucio Dalla. E' come essere davanti a un telo bianco sul quale ciascuno lascia il proprio ricordo. Se fossi un artista un artista e se fossi appena passato altrove, non vorrei omaggio più bello. Riuscirei anche a non chiedermi quanti lo stiano facendo con sincerità e quanti invece solo per il gusto di partecipare all'inevitabile chiacchiera collettiva che monta in queste occasioni. Semplicemente, a tutti i grazie cinguettati o postati mi limiterei a sorridere un: "Grazie a voi".

Quanto al mio cinguettio, c'è il rischio diventi l'interminabile canto di un merlo al mattino: lungo e modulato. Lucio Dalla e la sua musica sono scintille che accendono decine di momenti vissuti. Sono Raoul che canta Caruso; sono Paolo che canticchia Tutta la vita; sono un insegnante di religione che cerca di farci ragionare su "cosa sarà che fa morire a vent'anni anche se vivi fino a cento" (e noi continuiamo a farci gli affari nostri); sono papà che si chiede "quale allegria cambiar faccia cento volte per far finta di essere un bambino"; sono un insegnante di musica di terza media che pretende di insegnarci Itaca; sono l'istintivo magone di sapere che "l'America è lontana, dall'altra parte della Luna"; sono mia madre che stona 4 marzo 1943; sono Raoul e Matteo che mi chiamano per farmi sentire Attenti al Lupo rifatta per dileggiare il professore di filosofia; sono uno spot Fiat che mi piaceva un sacco; sono un gruppo di parenti e amici in una baita in montagna, con una chitarra che strimpella "Caro amico ti scriiiiiiiivo..."; sono un gruppo di amici con chitarre e percussioni a cantare erotismi sotto la veranda di un bar a Capo Vaticano; sono i passi verso il jazz che anche un brano come Misterioso (dove suonano Franco D'Andrea e Ares Tavolazzi) mi ha aiutato a fare.

Sono tante altre cose, ed è il caso di piantarla lì. Ma c'è una cosa in cui Lucio Dalla si astrae dalla personalità dei miei ricordi per vestirsi di obiettività. Anzi, due. La prima è ciò che ci dicemmo quanto lo intervistai, anni fa. Fu una chiacchierata al telefono per presentare un suo spettacolo a Milano. Faceva continui riferimenti alle sue canzoni perché temeva che io non le conoscessi. Non era un vezzo: era sincero. Anche per non andare troppo per le lunghe, a un certo punto gli ho dovuto dire che non ce n'era bisogno, e che ero cresciuto con le sue canzoni grazie alla passione dei miei genitori, che poi è diventata anche la mia. Mi ha ringraziato sempre con sincerità. Quando ci penso, mi viene in mente Franco Cerri: "Prima l'uomo, poi il musicista".

L'altra è la canzone nel video. Tra quelle di Lucio Dalla è per me la più bella, perché ogni volta che la ascolto mi sembra sempre sia la prima volta. E sono felice di postarne la versione che mi lasciò inchiodato alla poltrona quando la vidi, in diretta, in uno dei più bei programmi di musica in tv.

1 commento:

  1. Condivido
    Felicità a mio avviso è forse la sua più bella
    Pari merito con "Cara"

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